sabato 14 dicembre 2013

Le parole sono importanti


Dal blog di Grillo, oggi:
Il M5S non è di destra, né di sinistra, è dalla parte dei cittadini. Fieramente populista.

 Da Treccani, enciclopedia italiana:
populismo s. m. [dall’ingl. populism (der. di populist: v. populista), per traduz. del russo narodničestvo]. –

1. Movimento culturale e politico sviluppatosi in Russia tra l’ultimo quarto del sec. 19° e gli inizî del sec. 20°; (........)

2. Per estens., atteggiamento ideologico che, sulla base di principî e programmi genericamente ispirati al socialismo, esalta in modo demagogico e velleitario il popolo come depositario di valori totalmente positivi. Con sign. più recente, e con riferimento al mondo latino-americano, in partic. all’Argentina del tempo di J. D. Perón (v. peronismo), forma di prassi politica, tipica di paesi in via di rapido sviluppo dall’economia agricola a quella industriale, caratterizzata da un rapporto diretto tra un capo carismatico e le masse popolari, con il consenso dei ceti borghesi e capitalistici che possono così più agevolmente controllare e far progredire i processi di industrializzazione.

Da Wikiquote:
Demagogia è l'arte di trascinare e incantare le masse che, secondo Aristotele, porta alla oligarchia o alla tirannide. In ogni caso, il termine indica un agire e un «mobilitare» dall'alto che non ha nulla da spartire con la democrazia come potere attivato dal basso.
 
Così, tanto per.

giovedì 12 dicembre 2013

Qualcuno era di sinistra

 
Ieri ho visto in televisione l'intervista a un ragazzotto, a margine della protesta scoppiata in questi giorni. Non ricordo in quale piazza fosse (non Torino, Milano forse, ma non ha troppa importanza), e di quello che ha detto mi è rimasto un eco piuttosto vago, ma fastidioso. Ha letto un documento, una specie di manifesto, poche righe che suonavano così: "noi non siamo né destra né sinistra, non facciamo riferimento a nessuna ideologia, a nessun partito, a nessuna religione (sic), a nessuna etnia" e via elencando, "cosa siamo? siamo il popolo". La richiesta di questo suo "popolo", che non si è capito quanto numeroso fosse, era quella che girava per la maggiore: i politici, tutti a casa.
Ne ho sentite poi altre di interviste a gente che a fatica riusciva a esprimersi in italiano corretto, ma anche a chi pur facendolo non andava oltre la conclusione che così non va, che se ne devono tutti andare, che "noi siamo il popolo", che "ci hanno rovinato", oltre al solito mantra né destra né sinistra né partiti né sindacati.
In questi casi prendo con le molle quanto passa in televisione. Sicuramente c'era gente che qualche frase articolata e un pensiero logico e mirato lo avrebbe pure tirato fuori, ma non sono quelli da mostrare, ora. Ora bisogna far sbollire la rabbia, quindi minimizzare, se possibile ridicolizzare (e in questo il masaniello in Jaguar ha dato una bella mano da solo).
Paradossalmente a smorzare i toni ci ha provato Grillo, cercando di canalizzarli dalla sua parte: non lo ha calcolato nessuno. Alla fine a furia di sbraitare ci si è abituati anche alle sue sparate, il che è grave, perché a furia di alzare l'asticella finisce che devi per forza superare la misura. Ci sta arrivando piuttosto in fretta a sputtanare il Movimento, e non so se è un bene o un male, visto che condivido l'ansia di cambiamento della base, ma me ne allontanano i metodi scelti, la negazione di una appartenenza che finisce per negarne le finalità, e soprattutto quello che mi sembra venga fuori dall'atteggiamento tenuto dai propri capi. Come ho detto altre volte un recinto ci vuole, il fenomeno Grillo per me non è altro che questo, un comodo cane da guardia a difesa dello stesso potere che dice di voler abbattere (ma è solo una mia percezione personale, e capace che mi sbaglio).
Comunque, la mia opinione riguardo a quanti (imprenditori, agricoltori, artigiani, operai, precari etc) ora si lamentano è in larga parte questa qua, ma ci sarebbe da ribadire che se le cose stanno così la colpa è pure di chi non ha saputo intercettare il malcontento per incanalarlo verso quello che si riteneva la direzione giusta. Non aver saputo contrastare la negazione di schieramenti e ideologie è una colpa grave su cui la sinistra italiana dovrebbe interrogarsi e trovare il modo di correre ai ripari, e pure in fretta.
Negare di avere ideologie o appartenenze, come fa la maggioranza di chi è sceso in piazza, ma come fanno pure tanti di quelli che in questi ultimi due anni si è dato ai cinquestelle, è ammettere inconsapevolmente un proprio vuoto, ma dato che nessuno è realmente vuoto (qualche valore e sentimento ce l'hai anche senza saperlo), da qualcosa è comunque riempito. Siamo italiani, naturalmente portati a sentimenti e valori di destra si dice, e per quel che mi riguarda è vero, almeno per un motivo. Un sentimento di destra è per sua natura conservatore, nasce fondamentalmente dalla paura di perdere ciò che si ha: evidentemente la maggioranza di italiani pensa di avere ancora qualcosa da perdere, da qui la paura, da qui la reazione e il gioco è fatto. Ci sono poi quelli che da perdere non hanno più nulla, ma gli manca l'idea di futuro, e siamo sempre lì: paura del futuro etc etc.
Essere di sinistra, pensare da sinistra, presuppone guardare più al domani che non all'oggi, mantenendo e difendendo però valori che arrivano dal passato. Quel domani forse non arriverà mai, ma lo sforzo teso a conseguire il risultato infonde coraggio, dà speranza, leva la paura. C'è però il problema che chi in anni passati si faceva carico di infondere e trasmettere questi sentimenti (partiti, movimenti, sindacati) o ha smesso di farlo (e tanti purtroppo hanno smesso, colpevolmente), o è stato impossibilitato a farlo (vedi la guerra contro la Fiom da parte della Fiat, ad esempio).
Forse è ora che le poche forze di sinistra ancora presenti tornino ai valori e ai sentimenti originari, è ora che quanti si sentono di sinistra, pur non impegnandosi attivamente, abbiano il coraggio di ammetterlo a se stessi e facciano scelte conseguenti e coerenti col proprio sentire.
Siamo in pratica tornati indietro di un secolo. Allora i movimenti di sinistra si allargarono prendendo tra le proprie fila un popolo di analfabeti, dando loro speranza e conquiste sociali. Vi sembra davvero che la situazione di oggi, dove la speranza è morta e le conquiste sociali perdute, sia molto diversa da allora?

mercoledì 11 dicembre 2013

Forche e forconi


Su una cosa siamo tutti d'accordo: così non va. Poi al solito ci si divide. Questa faccenda dei forconi porta a chiedersi, a chi da tempo denuncia lo stato di cose, se non sia il caso di appoggiarli e scendere a dar man forte, perché le ragioni di fondo sono sacrosante.
E' vero, non ce la si fa più. E' vero, siamo schifati. E' vero, qualcosa bisogna fare. E' vero, da tempo ci si aspettava che qualcosa del genere accadesse. Quindi la tentazione di mettersi tra quelli che urlano c'è, non fosse per dare coerenza a quanto da tempo si predica.
Poi però ti chiedi perché adesso, nel senso perché ora che si vota la fiducia a un governo che pare avviarsi a quella sorta di stabilità, per quanto precaria, che le permetta di mettere mano al disastro compiuto.
Abbiamo un governo che è una schifezza (verissimo), ma abbiamo visto tutti in che maniera è nato, come si è evoluto e come sta andando avanti. Ricordarlo non fa male: questo governo è nato da un risultato elettorale che non ha visto vincitori, da un chiamarsi fuori di una parte per mettersi comodamente all'opposizione, ha impiegato sette mesi per levarsi dal proprio interno chi a parole da vent'anni dice di voler fare e puntualmente si smentisce nei fatti. Mesi persi dietro le vicende personali di un noto personaggio che più di una volta ha esasperato i toni, personaggio che ora è fuori dal Parlamento, ma continua a guidare e a sbraitare.
Vai a vedere chi sono i promotori della protesta, e qualcosa non torna, come pure le richieste avanzate (perché far cadere il governo ora? per nuove elezioni che avvantaggerebbero chi?). Vai a vedere i modi per metterla in atto, e i metodi non piacciono affatto (chiedere ai commercianti torinesi). Noti chi cavalca la faccenda, e qualche domanda te la poni. Guardi ai tempi di attuazione del tutto e tiri giù somme.
Io qualche risposta me la sono data, e mi spiace, il tutto non mi convince, a cominciare dal fatto delle bandiere che non dovrebbero essere presenti, perché non è questione di destre o sinistre e bla bla bla. Mi spiace, una bandiera ce l'ho.
Poi su una cosa siamo tutti d'accordo: così non va.

martedì 29 ottobre 2013

Tutto ciò che resta

 
Arriva così, all'improvviso alla coscienza, alquanto inaspettato, ed è quasi un peccato, avrei voluto forse gustarlo meglio il ricordo. Ma è così che va, ed è così che deve andare. Poi, le associazioni di idee fanno il resto: una canzone, una immagine, una sensazione. Ed è tutto ciò che resta.

Skunk Anansie - Hedonism


sabato 19 ottobre 2013

Medicina



L'incalcolabile effetto antistress di uno Shalalalalà.
Da assumersi alla bisogna, non presenta controindicazioni.

martedì 15 ottobre 2013

Dedicato

 
Se ne andava in un modo beffardo 46 anni fa, investito da un'auto guidata da un suo giovanissimo tifoso che poche ore prima aveva gioito per le sue magie in campo, Gigi Meroni, calciatore, stilista, pittore, artista nell'anima, uomo. In quest'epoca di balotelli manca ancora di più.



"I read the news today oh boy
About a lucky man who made the grade"

domenica 29 settembre 2013

Compleanni

 
Mai sentito parlare di Henry Phage? E' il personaggio di una miniserie a fumetti dell'effimera etichetta americana Tekno Comics, etichetta vissuta un paio d'anni tra il '95 e il '97, giusto il tempo di pubblicare quello che per me è un gioiellino del filone steampunk, Teknophage, nato su un progetto di Neil Gaiman e sceneggiato da Rick Veitch per le matite del britannico Bryan Talbot.
Henry Phage è un rettile evoluto, un dinosauro intelligente che controlla in maniera assoluta un mondo parallelo al nostro dove l'energia per il suo mantenimento è ricavata dalle anime di persone prese nel nostro mondo grazie a frequenti incursioni tramite appositi portali spazio temporali. Qualcuno resiste e lotta, nella logica bipolare propria della vita, per cui se esiste il male esiste anche il bene e dove se c'è chi opprime c'è anche chi si oppone all'oppressione, ma, forse proprio come nella vita, il confine tra bene e male è sottilissimo, tanto che in questa storia l'eroe è rappresentato da un agente immobiliare carico di difetti (falso, arrivista, egoista, pure un po' vigliacco) ritrovatosi suo malgrado a lottare per una giusta causa, e del cattivone alla fine non si può non ammirarne la lucida, per quanto cinica, visione dell'esistente da lui stesso creato. 
Non so perché mi è venuto in mente Henry Phage proprio oggi. Questione di compleanni forse.

sabato 28 settembre 2013

Merda

 
Ok, nuova crisi di governo pare. Proprio quello che ci mancava in questo momento, ma alla fine va bene, siamo alla partita finale, manca poco a levarsi dalle scatole il nano una volta per tutte, e peccato se la pagheremo ancora, in soldoni.
Oh, poi dopo spero che chiunque in questi anni ha votato creduto sostenuto giustificato e sperato in uomini di merda con una morale di merda, ideali di merda, politiche di merda guidati da un uomo di merda, abbia il coraggio e la dignità di tacere per un numero di anni almeno pari ai venti in cui li abbiamo dovuti sopportare.
Grazie.

lunedì 23 settembre 2013

Di blocchi e specchi


Andare a cercare le ragioni di un blocco pressoché totale in ciò che ci si augura possa accadere (qualsiasi cosa, da un nuovo lavoro a una risposta che aspetti, dal superamento di un qualche vizio alla conquista di una qualche virtù, passando magari per inaspettate quanto improbabili fortune, mai conosciute in verità), ma che per qualche strano motivo finisce per non accadere quasi mai se non in rare sporadiche fiammate che a conti fatti, dopo, lasciano sempre il tempo che trovano, porta a conclusioni che definire scontate è dire poco, perché alla fin fine la ragione ultima di tutto ce l'hai talmente vicina che proprio per questo stenti a vederla. Utile in questi casi uno specchio.

venerdì 6 settembre 2013

Avrei una domanda

 
Ma...... e se per fermare gli "stati canaglia" (toh, ecco che tornano, nel più puro stile Bush: che cambiamento!) il meno meritato premio Nobel per la Pace di sempre Obama decidesse di attaccare la Siria; e se Putin e la sua Russia decidessero di far fede all'appoggio dato al regime di Assad e si schierassero anche militarmente; e se pure gli altri alleati siriani, l'Iran la Cina e diversi stati arabi, lo facessero; e se noi ci trovassimo a dover onorare quanto scelleratamente firmato oggi da scendiLetta...... pronti a trasferirsi su Marte?

Lettura consigliata.

mercoledì 4 settembre 2013

Mah!

 
Ho giocato al superenalotto. Ogni tanto lo faccio, butto via cinque euro, hai visto mai. Difatti ho visto mai: ne avessi centrato almeno uno, di quei numeracci bastardi! Che poi io lo so che non sono fortunato al gioco, e sarà per questo non gioco mai, ma se non giochi non vinci, e se non vinci è perché non sei fortunato al gioco, io questo come si diceva lo so bene per cui ogni tanto gioco, così, giusto per averci almeno una sicurezza nella vita.
Che poi, sfortunato al gioco fortunato in amore dice un vecchio detto, e io mi sono sempre chiesto chi è l'imbecille che ha messo in giro certe voci. Più che altro su quali basi: hai fatto statistiche, hai condotto esperimenti, parli per esperienza personale? Non lo so, dinne una che soddisfi il mio bisogno razionale di appartenente alla razza che ha messo piede sulla luna e ha inventato il frigorifero, altrimenti qua vale tutto, pure credere che Francesco sia il rappresentante di Cristo in terra, per dire. E' anche vero, a dirla tutta, che alla mia razza appartiene anche gente che definisce Berlusconi "statista", ma non è che potevamo venire su tutti bene, no? Anzi, a ben vedere di gente venuta su non tanto come si deve ce n'è pure troppa a mio avviso, ma son punti di vista: il mio è che il 90% del genere umano è qui solo a produrre anidride carbonica e a consumare ossigeno inutilmente, ma forse mi sbaglio, forse la percentuale è un po' più alta, ad ogni modo non ho prove al riguardo per cui lasciamo perdere.
Comunque, mai fidarsi dei vecchi detti, perché se è vero che sfortunato da un lato fortunato dall'altro, io a quest'ora dovrei averci milioni a palate visto come sono andate finora le cose, ma è pur vero che "finché c'è vita c'è speranza", come ha detto qualche altro di quei vecchiacci sputamassime. Che poi, come hanno fatto a trasmettersi tutti 'sti detti senza averci il tasto mi piace e condividi rimane pur sempre un bel mistero. Mah.

mercoledì 28 agosto 2013

I miei sentiti ringraziamenti

 
E così, per non far pagare una tassa a chi effettivamente potrebbe farlo senza tante storie, mettiamola nel di dietro ai soliti noti! Che bella idea, non trovate?  Cancellare l'Imu, pure per quel 30% che avrebbe potuto tranquillamente pagarla, e spalmarla in una nuova tassa che pagherà pure chi l'Imu non l'avrebbe mai pagata, non avendo case di proprietà, e chi se ne frega se tanti fanno parte di quei nove milioni certificati che faticano ad andare avanti.
Bella idea, bravi, era così semplice, e il tutto solo per far fuori più facilmente il nano di Arcore! Grazie Alfano, grazie Pdl, grazie Pd, grazie a tutti gli stronzi che continuano ad appoggiarli, grazie a Letta che cala le braghe per impedire che il nano faccia cascare il governicchio, grazie a Berlusconi, grazie pure a Grillo per non volere un'altra maggioranza. Grazie, grazie a tutti. Davvero.
Ma porca di quella.......


mercoledì 21 agosto 2013

Che a volte mi innamoro


A volte mi innamoro, e il bello dell'innamorarsi è che -ti accorgi dopo- avviene così per caso che fai pure finta di crederci, al caso, te che non ci hai mai creduto su altre cose, ma sulla musica, beh, sì, ci può pure stare. In fondo sì, è stato un caso, ma comunque che importanza ha? Quando ti innamori è una figata, perché inspiegabilmente vai in fissa su quella cosa, non vorresti nient'altro che quello e.... beh, che ve lo dico a fare!
E così mi ci sono proprio innamorato di questi quattro ragazzotti di Cambridge il cui nome corrisponde a Clean Bandit, tanto che da due giorni non ascolto altro, e mi viene da parlarne, postarli su faccialibro, e segnalarli e dire "Ehi, ma come fanno a non piacervi? Non vedete? I video (ideati da loro) sono così ben fatti che gente più famosa se li sogna, la musica è elettronica sì, ma con l'elemento archi che la rende decisamente particolare, e c'è hiphop e dub e classica e soul sapientemente mischiato e poi, cazzo, questi hanno buon gusto e non è poco di questi tempi, giocano a togliere, come i Morphine, come Pharrell..... ehi, EHI!!!!". Ma niente. Manco un risicato mi piace.
Scorgo inquietanti parallelismi con altri miei innamoramenti, ben più importanti, quelli reali: finirà con l'amico di turno che ammetterà di averli sempre ritenuti degli stronzi, immagino.