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sabato 14 dicembre 2013

Le parole sono importanti


Dal blog di Grillo, oggi:
Il M5S non è di destra, né di sinistra, è dalla parte dei cittadini. Fieramente populista.

 Da Treccani, enciclopedia italiana:
populismo s. m. [dall’ingl. populism (der. di populist: v. populista), per traduz. del russo narodničestvo]. –

1. Movimento culturale e politico sviluppatosi in Russia tra l’ultimo quarto del sec. 19° e gli inizî del sec. 20°; (........)

2. Per estens., atteggiamento ideologico che, sulla base di principî e programmi genericamente ispirati al socialismo, esalta in modo demagogico e velleitario il popolo come depositario di valori totalmente positivi. Con sign. più recente, e con riferimento al mondo latino-americano, in partic. all’Argentina del tempo di J. D. Perón (v. peronismo), forma di prassi politica, tipica di paesi in via di rapido sviluppo dall’economia agricola a quella industriale, caratterizzata da un rapporto diretto tra un capo carismatico e le masse popolari, con il consenso dei ceti borghesi e capitalistici che possono così più agevolmente controllare e far progredire i processi di industrializzazione.

Da Wikiquote:
Demagogia è l'arte di trascinare e incantare le masse che, secondo Aristotele, porta alla oligarchia o alla tirannide. In ogni caso, il termine indica un agire e un «mobilitare» dall'alto che non ha nulla da spartire con la democrazia come potere attivato dal basso.
 
Così, tanto per.

mercoledì 11 dicembre 2013

Forche e forconi


Su una cosa siamo tutti d'accordo: così non va. Poi al solito ci si divide. Questa faccenda dei forconi porta a chiedersi, a chi da tempo denuncia lo stato di cose, se non sia il caso di appoggiarli e scendere a dar man forte, perché le ragioni di fondo sono sacrosante.
E' vero, non ce la si fa più. E' vero, siamo schifati. E' vero, qualcosa bisogna fare. E' vero, da tempo ci si aspettava che qualcosa del genere accadesse. Quindi la tentazione di mettersi tra quelli che urlano c'è, non fosse per dare coerenza a quanto da tempo si predica.
Poi però ti chiedi perché adesso, nel senso perché ora che si vota la fiducia a un governo che pare avviarsi a quella sorta di stabilità, per quanto precaria, che le permetta di mettere mano al disastro compiuto.
Abbiamo un governo che è una schifezza (verissimo), ma abbiamo visto tutti in che maniera è nato, come si è evoluto e come sta andando avanti. Ricordarlo non fa male: questo governo è nato da un risultato elettorale che non ha visto vincitori, da un chiamarsi fuori di una parte per mettersi comodamente all'opposizione, ha impiegato sette mesi per levarsi dal proprio interno chi a parole da vent'anni dice di voler fare e puntualmente si smentisce nei fatti. Mesi persi dietro le vicende personali di un noto personaggio che più di una volta ha esasperato i toni, personaggio che ora è fuori dal Parlamento, ma continua a guidare e a sbraitare.
Vai a vedere chi sono i promotori della protesta, e qualcosa non torna, come pure le richieste avanzate (perché far cadere il governo ora? per nuove elezioni che avvantaggerebbero chi?). Vai a vedere i modi per metterla in atto, e i metodi non piacciono affatto (chiedere ai commercianti torinesi). Noti chi cavalca la faccenda, e qualche domanda te la poni. Guardi ai tempi di attuazione del tutto e tiri giù somme.
Io qualche risposta me la sono data, e mi spiace, il tutto non mi convince, a cominciare dal fatto delle bandiere che non dovrebbero essere presenti, perché non è questione di destre o sinistre e bla bla bla. Mi spiace, una bandiera ce l'ho.
Poi su una cosa siamo tutti d'accordo: così non va.

martedì 6 agosto 2013

Salga a bordo, cazzo!

 
Io non lo so quanti siamo a pensare che se le cose oggi stanno così nella recente storia italiota, cioè con un pregiudicato a tenere ancora in scacco un intero paese come da vent'anni a questa parte, un governo che lavora a fatica anche per questo motivo, una immobilità pressoché totale anche (ma non solo) per questo motivo, una buona dose di colpe se le dovrebbe prendere anche chi ha avuto l'occasione per modificare lo status quo e l'ha malamente sprecata, per inettitudine o per calcolo è ancora da stabilire. Non dico certo tutte le colpe, perché non sono stati sicuramente loro a causare tutto questo disastro (fatte salve le responsabilità collettive degli italiani nell'aver sopportato tutto questo, cosa che ci accomuna tutti), ma almeno la colpa di non aver permesso di provare a cambiare sì, quella i grillini dovrebbero prendersela, o meglio Grillo, che poi è come dire i grillini visto che uno-vale-uno-ma-ce-ne-è-uno-che-vale-di-più: sarebbe un atto di onestà intellettuale, oltre che di rispetto per il proprio elettorato, almeno quello non invasato. E invece il nostro scarica anche questa minima responsabilità, addossandola sul presidente della Repubblica, reo di aver voluto fortemente il pastrocchio attuale e di continuare a difenderlo.
Ora, va beh che la memoria in questo paese di pagliacci difetta parecchio, ma qui si esagera alquanto. Dimentica l'ex comico che dopo le elezioni Napolitano ha tenuto fermi i giochi per ben due mesi per permettere a Bersani di cercare una alternativa al cosiddetto inciucio come la logica dei risultati elettorali imponeva, se è vero che un buon 75% di elettori tra chi si è astenuto e chi ha votato diversamente da B. e banda, ha dato evidenti segnali di volontà di cambiamento, e l'unica logica alternativa era un governo Pd-Sel con l'appoggio esterno (condizionato quanto vi pare) del M5S se questi non volevano entrarci direttamente. Alternativa naufragata per l'ostracismo grillino.
Dimentica che Napolitano era già in pensione ed è stato richiamato in fretta e furia dato che non si è riusciti a trovargli una alternativa, anche grazie agli ostracismi grillini (intestardendosi su nomi che poco dopo avrebbero abiurato, la Gabanelli, Rodotà...), non concedendo nulla agli avversari in nome di una durezza e purezza che in quel momento solo i talebani del MoVimento gli chiedevano, certo non la maggioranza degli elettori grillini.
Dimentica che B. era morto e bastava seppellirlo, e che se ciò non è avvenuto è solo perché Grillo sogna funerali di massa, mentre sempre quel 75% per ora si sarebbe accontentato di tumulare il più pericoloso.
Dimentica che una volta rimesso sullo scranno Napolitano ha dovuto prendere atto che c'era una sola strada percorribile, ma solo perché le condizioni in essere erano quelle e solo quelle (qualcuno può dire che avrebbe potuto affidare il governo alle stelline, certo, se solo questi fossero stati in grado di indicare uno straccio di nome, ma manco quello è arrivato), per cui "ha consentito e avallato" quella che era l'unica soluzione possibile, data l'assenza grillina.
Dimentica che anche oggi basterebbe un niente a rendere possibile l'uscita di scena definitiva del caimano in versione coccodrillo, basterebbe quel famoso appoggio a un governo diverso (condizionato quanto vi pare), appoggio che non viene dato per via della durezza e della purezza.... vabbeh..
Dimentica che se è vero che Pd e Pdl sono corresponsabili dello sfascio attuale, permettergli di continuare a sfasciare mantenendosi duri e puri, è giocare sulla pelle di milioni di italiani in nome di una rivoluzione a data da destinarsi che non arriverà mai, perché i nostri padroni d'oltralpe non sono certo così imbecilli da farci arrivare al punto limite, e dimentica che il Pd e Sel, almeno il loro elettorato, sono cosa un po' diversa da altri elettorati, certo più vicine a quella volontà di cambiamento propria dei grillini, e non riconoscerlo è cosa oltremodo stupida.
Dimentica che se lui può permettersi di portare la ciccia a bagno, procrastinando come accaduto incontri istituzionali da lui stesso richiesti, milioni di italiani quest'anno se ne staranno a casa perché la voce "ferie" è stata forzatamente cancellata causa crisi.
Dimentica un po' troppe cose, e con lui la maggioranza degli italioti. Sento oggi in giro gente che ripete le balle raccontate a mezzo blog e ha fatto proprie le sue versioni dei fatti, per cui se siamo dove siamo è solo tutta colpa di Napolitano, è solo tutta colpa del Pd, è tutta colpa del Pdl. Certo questi hanno colpe gravissime, e sono sotto gli occhi di tutti, ma chi ora potrebbe e non fa, crede davvero di essere esente da colpe?
 
"Il compagno Lenin ci ha insegnato che per vincere il nostro nemico di classe, che è potente, che ha molti mezzi e riserve a sua disposizione, noi dobbiamo sfruttare ogni incrinatura nel suo fronte e dobbiamo utilizzare ogni alleato possibile, sia pure incerto, oscillante e provvisorio."
 
Antonio Gramsci, luglio 1925

martedì 30 aprile 2013

Fine della fiera

 
Dunque governo, di larghe intese come nelle previsioni, con due mesi di ritardo, ma tutti contenti. Contenta l'ala europeista filomontiana, filoberlusconiana, democristiana fin nel midollo che appesta il Partito Democratico e che ha mandato gambe all'aria il partito pur di arrivare dove le previsioni della vigilia portavano e dove tutti quelli che tirano le fila del carrozzone volevano.
Contento Berlusconi, unico vero vincitore di questi due mesi non previsti. Contenti i grillini, di poter continuare a sbraitare standosene comodamente all'opposizione.
Ora, io ho votato controvoglia un residuato che in partenza si sapeva perdente, Rivoluzione Civile, con l'unica speranza di spostare un po' più a sinistra il baricentro del Parlamento, ché se tutti tirano a destra e non sei d'accordo l'unica è tirare dall'altra parte, ma forse avrei fatto meglio a rimanere nella mia idea iniziale: se il sistema è marcio, l'unica è non alimentarlo.
E' successa una cosa non prevista che ha scompigliato i piani e ha portato al ritardo dell'attuazione di quanto programmato. La mole di voti presa dal Movimento Cinque Stelle ha spiazzato tutti, Grillo in testa, chiamato a un gioco che non era nella intenzioni e si è persa una occasione storica, di riuscire davvero a cambiare qualcosa.
Io resto convinto (ma è una mia idea, non confortata da nulla) che se i grillini avessero accettato quanto Bersani gli andava proponendo le cose avrebbero potuto davvero prendere un'altra piega, perché quel cristo di un segretario pur con tutti i suoi difetti comunque guardava a sinistra (non avrebbe fatto un accordo solo con SEL, non avrebbe cercato in tutti i modi una sponda nel M5S), e ci ha provato in tutte le maniere a farsi seguire, pure umiliandosi, cercando di far vedere la direzione e dicendoglielo pure in quella pagliacciata di diretta streaming ("non vorrei che passassimo dal possiamo fare, all'avremmo potuto fare": ecco, ci siam passati!).
Ma ai grillini queste cose non le puoi dire, perché loro son duri e puri e mischiarsi figurati mai e chissà che fregatura ci sarà stata sotto e figurati se Bersani sarebbe poi uscito dall'euro (!?) e una serie infinita di stronzate varie tutte volte a scaricarsi la coscienza, tra cui siam qui a distruggere i partiti e cominciamo dal più debole, poco importa se ti tieni il più forte e pericoloso, quel Berlusconi che era morto, bastava un niente a seppellirlo, ed è stato resuscitato, e ora voglio proprio vedere come lo cacci via.
A chi ha votato sinistra radicale manco glielo puoi dire, ché la colpa è del Pd, è tutta del Pd, è sempre del Pd, che se avesse votato Rodotà, e se avesse accettato l'apertura (bah, va a sapere, comunque tardiva) di Grillo, e se non fosse un ignobile miscuglio di ex democristiani e ex comunisti all'acqua di rose (come se ciò non fosse noto dalla nascita), che però chissà perché si è continuato a chiamalo "sinistra".
A chi vota destra inutile dire niente (e che gli vuoi dire? questione di lingua, proprio) e insomma alla fine non puoi dire niente a nessuno e siamo qua (quanto è comodo e quanto è bello e quanto è rassicurante, il già conosciuto), di nuovo a criticare come al solito il governo che fa schifo, e firmeremo nuove petizioni, e ventileremo nuove manifestazioni, e diremo che ci vorrebbe più piazza, e pure ci sarà chi si compiacerà dei grilletti in Parlamento che non gliele mandano a dire, senza considerare che serve a niente mandargliele a dire a chi manco ti sta a sentire, che sono anni qua che gliele si manda a dire, talmente abituati a mandarle a dire che quando arriva il momento di fare, manco si sa da che parte iniziare (vero, stelline?).
Insomma tutto è stato risolto, ognuno è al suo posto naturale, chi ha sempre comandato a comandare, chi da sempre è comandato a farsi comandare. Fine della fiera.

giovedì 21 marzo 2013

Premesse sbagliate


"Il M5S è stato il primo per numero di voti alle ultime elezioni" dice il comico. Non è vero. Il PD è primo per numero di voti, il M5S ha preso una manciata di voti in più rispetto agli altri alla Camera, molti meno al Senato, ma questo solo in Italia, senza contare cioè i voti degli italiani all'estero (potete fare i vostri conti direttamente alla fonte ufficiale qui). La schifezza di legge elettorale con cui siamo obbligati a votare premia comunque le coalizioni, e anche in questo caso il M5S non è primo per numero di voti, considerato che i pentastelluti son troppo puri per mischiarsi con qualcuno. Quindi, se la premessa è sbagliata, rivendicare un incarico di governo come hanno fatto Grillo e i suoi portavoce non ha senso. Rivendicare ruoli di vigilanza ne ha un po' di più, ma sarebbe ora che le stellette scendessero sulla terra e cominciassero a dialogare con le altre forze politiche: sono in Parlamento e in Parlamento, lo dice la parola stessa, si parla. Dubito gli concederanno alcunché (non si capisce perché uno debba mettersi in casa qualcuno che te la vuole sfasciare), e quindi gli stellati potranno portare avanti il loro piano di durezza e purezza che il successo elettorale aveva scompigliato. In attesa di capire da che parte son girati, forse.

lunedì 4 marzo 2013

Come si cambia


C'è stato un tempo in cui l' Art 67 della Costituzione al novello messia piaceva (http://www.beppegrillo.it/2010/08/le_dimissioni_di_fini.html).
Altri tempi, oggi pare non gli piaccia più(http://www.beppegrillo.it/2013/03/circonvenzione/index.html#commenti), ma c'è da capirlo: il rischio che i 163 "cittadini" non siano tutti lobotomizzati è da tenere in considerazione.

mercoledì 27 febbraio 2013

No doubt

 
Io sono un ottimista. Oddio, detta così pare nulla, che l'impressione che do spesso non è proprio quella, ma io in fondo lo so di essere un ottimista: i bicchieri tendo a vederli sempre mezzi pieni. Per dire ieri, dopo aver sentito Bersani e Grillo dialogare a distanza, mi son detto che forse per quanto messi malissimo si era sulla strada giusta: considerato che buona parte dell'elettorato piddino vuole serietà, trasparenza e un cambio di rotta, che in teoria tutto l'elettorato grillino vuole la stessa cosa e che forse (forse) pure chi vota contrario in fondo in fondo le vorrebbe, un accordo Pd-M5S che andasse in quella direzione mi è parso che sarebbe stata una buona cosa.
Insomma, il dubbio che il comico che una volta ha davvero fatto il comico (quell'altro avrebbe potuto farlo) non fosse solo un invasato visionario, e che al suo gregge eletto in parlamento forse bisognava concedergli una chance (o almeno il tempo di capire come prendere un caffè alla buvette della Camera: capirne di politica forse ci vorrà un po' di più) mi è pure venuto. Poi oggi se ne esce sparando a zero sul segretario Pd e buttando all'aria tutto quanto prima ancora di cominciare, preferendo prospettare agli italiani un altro bel papocchio Pd-Pdl-Monti quasi obbligato a questo punto, in attesa di riscuotere poi ancora più consenso chissà quando, ma alle prossime elezioni. E il dubbio sparisce.

martedì 26 febbraio 2013

Tutti a casa


Sono andato a rileggermi qualche vecchio post (questo è di tre anni fa), e un po' mi girano le scatole per averci beccato, ma erano davvero facili previsioni. Avevo già deciso nello stesso periodo che era arrivata l'ora di starmene fuori, ma non ce l'ho fatta. Alla fine ho votato, sperando che mandando avanti l'unico movimento anticapitalista in Italia con un minimo di possibilità avrebbe potuto arginare l'onda grillina, e dare agli italiani una voce in più a sinistra. Ma non è servito a niente, come abbiamo visto. La voce è troppo stanca, affaticata dalle troppe cose dette in maniera confusa in questi anni, e al suo interno ce ne sono pure che parlano in maniera quasi opposta (ma Di Pietro, santoddio, che c'azzecca con noialtri?): di certo non sarebbe stata in grado di sovrapporsi a quanti urlano più forte. E difatti, se già nel 2008 eravamo morti, ieri si è assistito alla sepoltura della sinistra radicale.
Non si è saputo in questi anni raccogliere il malcontento ma anche l'energia crescente, si è rimasti ancorati a schemi e modi di pensare ormai vecchi, per quanto pure sacrosanti nella loro realtà, propri di generazioni passate. Pensateci un secondo, il comunismo, per dirne una, è morto nel 1989 col muro di Berlino, ventiquattro anni fa: che volete che gli freghi a un diciottenne, a un venticinquenne, ma pure a un trentenne, di una roba che per loro è lontanissima? E' come chiedere a noi quaranta/cinquantenni di dover essere monarchici, tanto per fare un paragone temporale!
Quindi la sinistra ha fallito, su tutta la linea. Rivoluzione Civile è un progetto nato moribondo, e non ho proprio idea di come potrebbe sopravvivere; Sel e il suo brillante leader Vendola farebbero meglio a sparire, magari fondendosi con ciò che resterà di vagamente a sinistra del Pd, sarebbe più dignitoso. Il Pd per parte sua, dovrebbe prendere atto del proprio fallimento totale e avere il buon gusto di levarsi dalle scatole, che tanto non ce la farà mai e poi mai a districarsi nelle sue stesse contraddizioni: un partito di sinistra, ma anche liberale, laico, ma con un occhio ai preti, che guarda a sinistra, ma corteggia il centro. Il giorno che capiranno che il centro non esiste e smetteranno di inseguire il nulla sarà sempre troppo tardi: c'è la destra e c'è la sinistra. Punto. Qualcuno informi Bersani (e pure Renzi) che non basta dire siamo sinistra: bisogna pure esserlo nei fatti.
Poi c'è Grillo e la sua compagine che dicono di non essere né l'uno né l'altro, né destra né sinistra, ma non è una novità, ne abbiamo già sentiti altri dire le stesse cose, con toni più o meno simili: la Lega qualche anno fa otteneva risultati impressionanti, e oggi è al limite della soglia di sbarramento. La differenza è che il M5S viaggia su base nazionale, non pare essere solo antipolitica becera e di convenienza, i suoi candidati non sanno esprimersi, ma almeno non lo fanno a rutti, e almeno questo lascia un filino di speranza. Non mi piace il clima da setta, non mi piace un movimento che non è manco padrone del proprio simbolo, non mi piacciono tante cose, a partire dalla mancanza di contatto con la realtà che mi sembrano abbiano in tanti da quelle parti, per continuare con una certa ignoranza su altri temi (in politica estera, qualcuno ha capito come intendono porsi? in politica economica, al di là del taglio agli sprechi, in che modo rilanciare l'economia? Boh...). Ma rimane quanto c'è rimasto di più a sinistra in Italia, oggi. Tragico, no?

giovedì 21 febbraio 2013

Che scrivere non ho voglia, dunque riciclo


(Questo è un pezzo scritto un paio di anni fa su Cronache Tauriniche. E' cambiato poco nel mio modo di pensare. Nel pezzo giusto un link aggiornato.)
 
Le idee sul mondo
 
Poi uno ha tutte le sue idee riguardo alle cose del mondo, che non sono proprio le sue idee nel senso nate nella sua testa, ma sono diventate sue dopo aver letto parecchio spulciando nelle librerie tra titoli più o meno battuti o, più tardi, andando a scovare robe sull'internet e sempre dialogando via via con gente di varia natura. Perché è così che funziona nel farsi le idee riguardo alle cose del mondo; uno legge, poi ne parla, chi ascolta dice fico oppure dice che cazzata, e in base all'opinione che tu hai di chi ti sta di fronte finisci per capire se quella idea può diventare una tua idea, perché se di fronte hai uno che reputi un imbecille e questo dice fico, tu nove su dieci l'idea la butti nel cesso e gliela lasci volentieri, se invece dice che cazzata, beh è probabile che l'idea sia giusta e allora te la tieni e la fai tua.
Succede poi che queste sue idee sedimentino, un po' perchè uno ci mette tanto a farsele, e buttarle via dispiace sempre un tantino, e un po' anche perchè crescendo si diventa meno sensibili alle novità e ai cambiamenti, ma sempre credo per via che uno ci mette tanto tempo a cercare di capirci qualcosa che quando gli pare di esserci arrivato ci rimane abbarbicato ben bene e guai a chi si mette in mezzo. Ciò non toglie però che di continuo si stia lì a ragionare se le proprie idee riguardo alle cose del mondo siano o meno non dico le più giuste ma se non altro le meno peggio, e da qui tanta di quella falegnameria applicata alla mente che manco potete immaginare.
Ora, se quelle idee riguardo alle cose del mondo sono osteggiate da un tale che è reputato da una buona fetta del pianeta e certamente pure da quell'uno un perfetto imbecille, sempre per quel ragionamento per contrari che tante volte si è applicato e che, vi assicuro, funziona alla grande, è naturale che non solo ci si rimane abbarbicati, ma quelle idee le si porta avanti a maggior ragione, specie considerando il fatto che quelle idee (puttana eva!) cominciano a circolare in maniera contorta pure in movimenti stellati di comica ispirazione. Che a pensarci quest'ultima è una roba veramente folle, un po' come se a te piace un certo progressive rock e invece dei Genesis sei un fan dei Marillion, non so se mi spiego. Ad ogni modo è così che sta andando e tutti a dar la colpa a quelle idee senza star tanto lì a ragionare se siano giuste o no, se putacaso siano finite nelle teste sbagliate che hanno dato seguito ad azioni sbagliate o cose di questo tipo: no, si butta a mare un secolo e mezzo di ragionamenti e tentativi di applicazione (osteggiati in ogni modo) perché, appunto, è "roba dell'altro secolo", come se il cristianesimo, ad esempio, fosse invece l'ultima scoperta del genere umano e non una roba che di secoli ne ha infilati venti uno dietro l'altro!
Ecco, poi succede che quelle idee riguardo alle cose del mondo ci si ritrova in quattro gatti a portarle avanti nel senso di viverle, seppure si vedono le piazze gremite di gente che una volta pensava le stesse cose (magari le viveva anche), oggi non sa più che cacchio pensare e guarda di qua e di là senza capirci una mazza, alla ricerca del nuovo e lontano dal capire che il nuovo ce l'aveva già e ha preferito buttarlo a mare, perché qualcuno gli ha detto che era roba vecchia o perché solo stufa di aspettare.
Ma è così che vanno le cose, si legge, si parla, ci si fa delle idee, le si sente proprie, ci si rimane attaccati per il tempo necessario che qualcuno ti dica che son vecchie, si sceglie poi se buttarle a mare o continuare a credere che siano ancora le migliori possibili per te. Io, per me, per ora me le tengo. Questione solo di imbecilli che le avversano forse, o che quello che è nuovo mi pare una brutta copia del vecchio e mi tengo l'originale. Oppure, semplicemente, che io odio andare al mare.

lunedì 18 febbraio 2013

Votare o non votare (questo è il problema)


Brutta cosa la responsabilità, il senso di responsabilità intendo, ché già l'amico di una vita te la butta sul "c'è gente che c'è morta perché tu potessi votare" e hai voglia a dirgli che sì è vero, gente c'è morta e massimo rispetto, ma son trascorsi settanta anni e mica lo sapevano quelli cosa sarebbe successo ai loro nipoti, che a saperlo magari evitavano pure di darsi tanta pena (ma son cose queste che non puoi manco pensare, figurati dire, per cui teniamole lì come pensieri sconnessi da troppa frustrazione e andiamo oltre).
Brutta cosa dicevo, ché mai nella vita avresti pensato di non voler andare a esercitare quel diritto/dovere di cui sopra, di chiamarti fuori e lasciar fare, perché nell'intimo è maturata la convinzione, visto come gira il mondo, che se a votare si potessero cambiare le cose ti pare che te lo lascerebbero fare? In effetti si potrebbero cambiare, la democrazia si piglia questo rischio e te lo concede, ma alle sue condizioni e pilotando allegramente i greggi di elettori grazie al potere di media e quant'altro nelle mani non certo di chi vota. Qua da noi è successo che con gli anni il rischio di un risultato a sorpresa si è fatto sempre più presente, per cui te lo lasciano ancora fare sì, ma secondo regole talmente stronze che di fatto te che metti crocette decidi una beata minchia (per usare francesismi). Capita a questo giro che ancor prima di votare sai già che ne verrà fuori una roba talmente fragile che il rischio che non serva a cambiare nulla è bello forte. Nessuno schieramento ha forza sufficiente da solo a garantire stabilità di governo, pare, per cui il rischio di larghe intese sullo stile governo Monti è più che concreto, con tutto ciò che ne consegue e che abbiamo visto in questo anno e mezzo.
Tornando a noi, l'idea di votare con questa legge elettorale, dopo che nel 2008 si era mentalmente giurato che se non avessero cambiato legge col cazzo mi avrebbero rivisto ai seggi, mi provoca seri disturbi al fegato e ad altri organi intestinali: essere spergiuro, sia pure per giusta causa, non mi va poi tanto a genio. Ma anche ingoiando il rospo, sempre per quello strano senso di responsabilità che sempre ti piglia, il problema di chi votare rimane, perché ce ne fosse mezzo che davvero ti convinca che possa valere la pena di recarsi a mettere crocette invece di astenersi, come voglia e logica vorrebbero. Voglia, perché si è detto non ce ne è manco uno che convinca appieno, logica perché se non credi più in un sistema di governo tanto vale non alimentarlo.
A onor del vero però, votassi non potrei fare altro che votare per RC, che alla fine è lo schieramento a cui sono più vicino per idee e intenzioni, non fosse che mi sembra una armata Brancaleone di gente che si è messa assieme per garantirsi un posticino in Parlamento dopo che anni fa è stata fatta fuori: i nomi son sempre quelli di chi negli anni ha contribuito a disintegrare la sinistra radicale (Diliberto, Ferrero...), con l'aggiunta di un Di Pietro ormai sputtanato che devo ancora capire che diavolo ci faccia assieme a Rifondazione Comunista, ad appoggiare un ex magistrato, l'ennesimo. Insomma, se questa è la fiducia che ripongo in chi dovrei mandare a delegarmi, figurati gli altri come sono messi ai miei occhi.
Facendo una rapida carrellata ed escludendo chi da me è distante quanto Alpha Centauri, Pdl Lega e compagnia destrorsa, Monti perché fa parte della compagnia destrorsa, Giannino perché a parte la simpatia per il personaggio le sue ricette a base di liberalizzazioni e licenziamenti facili mi stanno alquanto indigeste, restano gli altri componenti il sedicente centrosinistra italiano e il M5S.
Di votare Pd mi son già pentito ai tempi di Uolter Veltroni, e non vedo perché dovrei ripetere l'esperienza. Li considero responsabili quanto Berlusconi dello sfacelo in cui ci troviamo, non fosse altro per il fatto che quando ne hanno avuta occasione non hanno fatto un accidente per cambiare tendenza, e nulla mi fa pensare che stavolta sarebbe diverso. E poi il Pd attuale è di fatto un partito di centro con leggere tendenze a sinistra, in pratica una Dc corrente Dorotea. Mai votato Dc quando esisteva ancora, non vedo il motivo di cominciare ora.
Votare Vendola e Sel manco se mi pagano. Se la sinistra radicale è scomparsa dal panorama italiano è anche e soprattutto grazie alla sua brillante idea di andarsene da Rifondazione Comunista per finire a fare il cagnolino del Pd. Dargli forza sposterebbe un pochetto l'asse a sinistra nella coalizione, ma qui usciamo dalla politica e andiamo nella fisica delle particelle, per cui.....
Rimane il Movimento 5 Stelle, che poi davvero è l'unico che potrebbe scompigliare un po' i giochi, ma i ducetti mi piacciono poco, le idee mi paiono campate in aria e la maggioranza dei militanti mi sembrano pecore rimaste senza un pastore (il mondo ne è pieno, in qualche recinto devono pur andare!). Insomma, la politica è di tutti, ma non è da tutti, e in questi ci vedo tanta buona volontà e poco altro, ma niente che mi convinca.
L'opzione mai contemplata fino ad oggi, astenersi, continua quindi ad essere quella che mi alletta di più per i motivi che ho già detto in un paio di occasioni (qui e qui, non mi ripeto, ma se avete voglia leggeteveli). Certo non fosse per quel cacchio di senso di responsabilità.......