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martedì 26 febbraio 2013

Tutti a casa


Sono andato a rileggermi qualche vecchio post (questo è di tre anni fa), e un po' mi girano le scatole per averci beccato, ma erano davvero facili previsioni. Avevo già deciso nello stesso periodo che era arrivata l'ora di starmene fuori, ma non ce l'ho fatta. Alla fine ho votato, sperando che mandando avanti l'unico movimento anticapitalista in Italia con un minimo di possibilità avrebbe potuto arginare l'onda grillina, e dare agli italiani una voce in più a sinistra. Ma non è servito a niente, come abbiamo visto. La voce è troppo stanca, affaticata dalle troppe cose dette in maniera confusa in questi anni, e al suo interno ce ne sono pure che parlano in maniera quasi opposta (ma Di Pietro, santoddio, che c'azzecca con noialtri?): di certo non sarebbe stata in grado di sovrapporsi a quanti urlano più forte. E difatti, se già nel 2008 eravamo morti, ieri si è assistito alla sepoltura della sinistra radicale.
Non si è saputo in questi anni raccogliere il malcontento ma anche l'energia crescente, si è rimasti ancorati a schemi e modi di pensare ormai vecchi, per quanto pure sacrosanti nella loro realtà, propri di generazioni passate. Pensateci un secondo, il comunismo, per dirne una, è morto nel 1989 col muro di Berlino, ventiquattro anni fa: che volete che gli freghi a un diciottenne, a un venticinquenne, ma pure a un trentenne, di una roba che per loro è lontanissima? E' come chiedere a noi quaranta/cinquantenni di dover essere monarchici, tanto per fare un paragone temporale!
Quindi la sinistra ha fallito, su tutta la linea. Rivoluzione Civile è un progetto nato moribondo, e non ho proprio idea di come potrebbe sopravvivere; Sel e il suo brillante leader Vendola farebbero meglio a sparire, magari fondendosi con ciò che resterà di vagamente a sinistra del Pd, sarebbe più dignitoso. Il Pd per parte sua, dovrebbe prendere atto del proprio fallimento totale e avere il buon gusto di levarsi dalle scatole, che tanto non ce la farà mai e poi mai a districarsi nelle sue stesse contraddizioni: un partito di sinistra, ma anche liberale, laico, ma con un occhio ai preti, che guarda a sinistra, ma corteggia il centro. Il giorno che capiranno che il centro non esiste e smetteranno di inseguire il nulla sarà sempre troppo tardi: c'è la destra e c'è la sinistra. Punto. Qualcuno informi Bersani (e pure Renzi) che non basta dire siamo sinistra: bisogna pure esserlo nei fatti.
Poi c'è Grillo e la sua compagine che dicono di non essere né l'uno né l'altro, né destra né sinistra, ma non è una novità, ne abbiamo già sentiti altri dire le stesse cose, con toni più o meno simili: la Lega qualche anno fa otteneva risultati impressionanti, e oggi è al limite della soglia di sbarramento. La differenza è che il M5S viaggia su base nazionale, non pare essere solo antipolitica becera e di convenienza, i suoi candidati non sanno esprimersi, ma almeno non lo fanno a rutti, e almeno questo lascia un filino di speranza. Non mi piace il clima da setta, non mi piace un movimento che non è manco padrone del proprio simbolo, non mi piacciono tante cose, a partire dalla mancanza di contatto con la realtà che mi sembrano abbiano in tanti da quelle parti, per continuare con una certa ignoranza su altri temi (in politica estera, qualcuno ha capito come intendono porsi? in politica economica, al di là del taglio agli sprechi, in che modo rilanciare l'economia? Boh...). Ma rimane quanto c'è rimasto di più a sinistra in Italia, oggi. Tragico, no?

venerdì 22 febbraio 2013

Mi arrendo


E va bene, basta, mi arrendo. Alla mia coscienza cagacazzo soprattutto, che mi impedisce di starne fuori per quanto resti convinto che così facendo si risolverebbe molto di più (a volte un no deciso vale molto più di una scelta). Questa domenica mi turerò tutti gli orifizi, e mi recherò a mettere crocette su un paio di schede. Le metterò sulla solita parte, restando convinto che alla fine è quella che nonostante tutto porta avanti le idee in cui credo, pure se negli ultimi quindici anni si sono sparpagliate in mille rivoli. Si sono annacquate in quanti votano SEL, convinti di poter contrastare da sinistra il centrismo dilagante, ma farebbero meglio secondo me a decidere da che parte vogliono stare: un voto a Sel è un voto al Pd, un voto al Pd è un voto a Monti e alle sue politiche filotedesche.
Si sono confuse in quanti, tanti, prima per protesta votavano Pci, poi sempre per protesta Lega, ora votano M5S, il MoVimento teleguidato dall'ennesimo arruffapopolo: han bisogno di chi interpreti i loro umori e li urli, e un po' li capisco (poco, ma li capisco). Ma pensare che non esistano destra e sinistra è di una coglioneria madornale, pensare che la politica non conti nulla è il miglior regalo che puoi fare a chi tira i fili, politici, non solo nazionali. Molti di loro sono di sinistra senza manco saperlo. Leggessero il programma di Rc, o di Sel, e ci troverebbero molti punti in comune, ma già... quella è roba vecchia, e le ideologie sono robe superate. E' come ammettere di non avere un sistema di idee, quando poi nei fatti ce l'hai: schizofrenia pura, ma lasciamo stare.
E quindi voterò, Rivoluzione Civile. E speriamo in bene.

lunedì 18 febbraio 2013

Votare o non votare (questo è il problema)


Brutta cosa la responsabilità, il senso di responsabilità intendo, ché già l'amico di una vita te la butta sul "c'è gente che c'è morta perché tu potessi votare" e hai voglia a dirgli che sì è vero, gente c'è morta e massimo rispetto, ma son trascorsi settanta anni e mica lo sapevano quelli cosa sarebbe successo ai loro nipoti, che a saperlo magari evitavano pure di darsi tanta pena (ma son cose queste che non puoi manco pensare, figurati dire, per cui teniamole lì come pensieri sconnessi da troppa frustrazione e andiamo oltre).
Brutta cosa dicevo, ché mai nella vita avresti pensato di non voler andare a esercitare quel diritto/dovere di cui sopra, di chiamarti fuori e lasciar fare, perché nell'intimo è maturata la convinzione, visto come gira il mondo, che se a votare si potessero cambiare le cose ti pare che te lo lascerebbero fare? In effetti si potrebbero cambiare, la democrazia si piglia questo rischio e te lo concede, ma alle sue condizioni e pilotando allegramente i greggi di elettori grazie al potere di media e quant'altro nelle mani non certo di chi vota. Qua da noi è successo che con gli anni il rischio di un risultato a sorpresa si è fatto sempre più presente, per cui te lo lasciano ancora fare sì, ma secondo regole talmente stronze che di fatto te che metti crocette decidi una beata minchia (per usare francesismi). Capita a questo giro che ancor prima di votare sai già che ne verrà fuori una roba talmente fragile che il rischio che non serva a cambiare nulla è bello forte. Nessuno schieramento ha forza sufficiente da solo a garantire stabilità di governo, pare, per cui il rischio di larghe intese sullo stile governo Monti è più che concreto, con tutto ciò che ne consegue e che abbiamo visto in questo anno e mezzo.
Tornando a noi, l'idea di votare con questa legge elettorale, dopo che nel 2008 si era mentalmente giurato che se non avessero cambiato legge col cazzo mi avrebbero rivisto ai seggi, mi provoca seri disturbi al fegato e ad altri organi intestinali: essere spergiuro, sia pure per giusta causa, non mi va poi tanto a genio. Ma anche ingoiando il rospo, sempre per quello strano senso di responsabilità che sempre ti piglia, il problema di chi votare rimane, perché ce ne fosse mezzo che davvero ti convinca che possa valere la pena di recarsi a mettere crocette invece di astenersi, come voglia e logica vorrebbero. Voglia, perché si è detto non ce ne è manco uno che convinca appieno, logica perché se non credi più in un sistema di governo tanto vale non alimentarlo.
A onor del vero però, votassi non potrei fare altro che votare per RC, che alla fine è lo schieramento a cui sono più vicino per idee e intenzioni, non fosse che mi sembra una armata Brancaleone di gente che si è messa assieme per garantirsi un posticino in Parlamento dopo che anni fa è stata fatta fuori: i nomi son sempre quelli di chi negli anni ha contribuito a disintegrare la sinistra radicale (Diliberto, Ferrero...), con l'aggiunta di un Di Pietro ormai sputtanato che devo ancora capire che diavolo ci faccia assieme a Rifondazione Comunista, ad appoggiare un ex magistrato, l'ennesimo. Insomma, se questa è la fiducia che ripongo in chi dovrei mandare a delegarmi, figurati gli altri come sono messi ai miei occhi.
Facendo una rapida carrellata ed escludendo chi da me è distante quanto Alpha Centauri, Pdl Lega e compagnia destrorsa, Monti perché fa parte della compagnia destrorsa, Giannino perché a parte la simpatia per il personaggio le sue ricette a base di liberalizzazioni e licenziamenti facili mi stanno alquanto indigeste, restano gli altri componenti il sedicente centrosinistra italiano e il M5S.
Di votare Pd mi son già pentito ai tempi di Uolter Veltroni, e non vedo perché dovrei ripetere l'esperienza. Li considero responsabili quanto Berlusconi dello sfacelo in cui ci troviamo, non fosse altro per il fatto che quando ne hanno avuta occasione non hanno fatto un accidente per cambiare tendenza, e nulla mi fa pensare che stavolta sarebbe diverso. E poi il Pd attuale è di fatto un partito di centro con leggere tendenze a sinistra, in pratica una Dc corrente Dorotea. Mai votato Dc quando esisteva ancora, non vedo il motivo di cominciare ora.
Votare Vendola e Sel manco se mi pagano. Se la sinistra radicale è scomparsa dal panorama italiano è anche e soprattutto grazie alla sua brillante idea di andarsene da Rifondazione Comunista per finire a fare il cagnolino del Pd. Dargli forza sposterebbe un pochetto l'asse a sinistra nella coalizione, ma qui usciamo dalla politica e andiamo nella fisica delle particelle, per cui.....
Rimane il Movimento 5 Stelle, che poi davvero è l'unico che potrebbe scompigliare un po' i giochi, ma i ducetti mi piacciono poco, le idee mi paiono campate in aria e la maggioranza dei militanti mi sembrano pecore rimaste senza un pastore (il mondo ne è pieno, in qualche recinto devono pur andare!). Insomma, la politica è di tutti, ma non è da tutti, e in questi ci vedo tanta buona volontà e poco altro, ma niente che mi convinca.
L'opzione mai contemplata fino ad oggi, astenersi, continua quindi ad essere quella che mi alletta di più per i motivi che ho già detto in un paio di occasioni (qui e qui, non mi ripeto, ma se avete voglia leggeteveli). Certo non fosse per quel cacchio di senso di responsabilità.......