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sabato 23 febbraio 2013

Random


C'è qualcosa di omeopatico nell'ascoltare certe cose, giusto per riequilibrare moti d'animo che ti sforzi di tenere sotto controllo. A piccole dosi certo, che a fare il pieno rischi di finire su strade che non sai dove ti portano, e che forse è meglio evitare, se non vuoi arrivare fino in fondo. Ma sono coperte necessarie, utili quando fuori la neve vien giù e l'unico motivo che ti balla in testa guardandola ti riporta ad atmosfere lontane, in bianco e nero, di altri tempi e altri luoghi, quando l'età e l'incoscienza facevano da utile filtro alle cose del mondo. C'è un luogo nella memoria che resiste agli attacchi del quotidiano, diventa mito e per questo irraggiungibile, di nuovo, ma si tende a quello crescendo, a ricreare quel mondo fatto di calore da caminetto e scoperte a piccole dosi. Il casino di solito viene molto più tardi, ed è quello che ti fotterebbe se non si cercasse conforto nella solita cosa, ma con sonorità a te più affini, che da queste parti mai si è arrivati e un motivo ben ci sarà.
Sarà che vuoi avere tutto, forse. Troppa roba, per una vita sola.

venerdì 8 febbraio 2013

Risonanze


Campane, qua vicino, rintoccano lente a richiamare, per dare un ultimo saluto a qualcuno, non so a chi. E' un posto questo dove certe cose le noti ancora, dove una sirena che passa, di ambulanza o di pompieri, fa scattare automatismi, domande preoccupate, che in altri luoghi han poco senso.
Avevo fatto l'abitudine al rumore di sirene, in altro tempo e altro luogo, ma era una abitudine forzosa, necessaria a mantenersi distante per non lasciarsi prendere da strani sentimenti. Non era molto in me, a pensarci, e certe nuove abitudini stridono col proprio essere, ma si fa finta, si manda giù, in nome di altro che appare più necessario. Ci si adatta a tutto, se ci pensi, ma accettarlo è altra cosa: alla lunga il tuo vero io viene fuori, sempre, nel bene e nel male.
Periodo di blocco. Succede, a cadenze regolari, ma è naturale una volta presa una certa strada. Capita poco, il poco che capita costa fatica perché nulla da fuori arriva se non richiamandolo, e non sempre le forze sono sufficienti. Si pagano scelte fatte, più che altro a livello interiore. Aver deciso di voler essere in un modo e non in un altro ti porta a passaggi obbligati, a strade diverse, poco battute, a risuonare con certe cose e non con altre. Come un diapason vibri solo su determinate frequenze, sei vivo solo in determinati momenti, agisci solo quando puoi. Saperlo serve a poco, l'attesa rimane.

sabato 29 dicembre 2012

Mannaggia

 
Quest'anno è già finito da un pezzo, la sensazione è quella, forse solo per me. I calendari sono un inganno, se ci pensi. A volte sei più avanti, a volte più indietro, mai nel tempo giusto, ed è sempre una attesa.
Ho molto da fare. 
Coltivo la speranza di essere armato, pronto, ad aspettare. La curo, l'accarezzo, ne limo i particolari e l'ansia sale. Ma è un'ansia necessaria, e non puoi scappare più di tanto.
Per quanto la vera attesa sia per altro.
E lo sai.
Mannaggia.