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sabato 14 dicembre 2013

Le parole sono importanti


Dal blog di Grillo, oggi:
Il M5S non è di destra, né di sinistra, è dalla parte dei cittadini. Fieramente populista.

 Da Treccani, enciclopedia italiana:
populismo s. m. [dall’ingl. populism (der. di populist: v. populista), per traduz. del russo narodničestvo]. –

1. Movimento culturale e politico sviluppatosi in Russia tra l’ultimo quarto del sec. 19° e gli inizî del sec. 20°; (........)

2. Per estens., atteggiamento ideologico che, sulla base di principî e programmi genericamente ispirati al socialismo, esalta in modo demagogico e velleitario il popolo come depositario di valori totalmente positivi. Con sign. più recente, e con riferimento al mondo latino-americano, in partic. all’Argentina del tempo di J. D. Perón (v. peronismo), forma di prassi politica, tipica di paesi in via di rapido sviluppo dall’economia agricola a quella industriale, caratterizzata da un rapporto diretto tra un capo carismatico e le masse popolari, con il consenso dei ceti borghesi e capitalistici che possono così più agevolmente controllare e far progredire i processi di industrializzazione.

Da Wikiquote:
Demagogia è l'arte di trascinare e incantare le masse che, secondo Aristotele, porta alla oligarchia o alla tirannide. In ogni caso, il termine indica un agire e un «mobilitare» dall'alto che non ha nulla da spartire con la democrazia come potere attivato dal basso.
 
Così, tanto per.

giovedì 12 dicembre 2013

Qualcuno era di sinistra

 
Ieri ho visto in televisione l'intervista a un ragazzotto, a margine della protesta scoppiata in questi giorni. Non ricordo in quale piazza fosse (non Torino, Milano forse, ma non ha troppa importanza), e di quello che ha detto mi è rimasto un eco piuttosto vago, ma fastidioso. Ha letto un documento, una specie di manifesto, poche righe che suonavano così: "noi non siamo né destra né sinistra, non facciamo riferimento a nessuna ideologia, a nessun partito, a nessuna religione (sic), a nessuna etnia" e via elencando, "cosa siamo? siamo il popolo". La richiesta di questo suo "popolo", che non si è capito quanto numeroso fosse, era quella che girava per la maggiore: i politici, tutti a casa.
Ne ho sentite poi altre di interviste a gente che a fatica riusciva a esprimersi in italiano corretto, ma anche a chi pur facendolo non andava oltre la conclusione che così non va, che se ne devono tutti andare, che "noi siamo il popolo", che "ci hanno rovinato", oltre al solito mantra né destra né sinistra né partiti né sindacati.
In questi casi prendo con le molle quanto passa in televisione. Sicuramente c'era gente che qualche frase articolata e un pensiero logico e mirato lo avrebbe pure tirato fuori, ma non sono quelli da mostrare, ora. Ora bisogna far sbollire la rabbia, quindi minimizzare, se possibile ridicolizzare (e in questo il masaniello in Jaguar ha dato una bella mano da solo).
Paradossalmente a smorzare i toni ci ha provato Grillo, cercando di canalizzarli dalla sua parte: non lo ha calcolato nessuno. Alla fine a furia di sbraitare ci si è abituati anche alle sue sparate, il che è grave, perché a furia di alzare l'asticella finisce che devi per forza superare la misura. Ci sta arrivando piuttosto in fretta a sputtanare il Movimento, e non so se è un bene o un male, visto che condivido l'ansia di cambiamento della base, ma me ne allontanano i metodi scelti, la negazione di una appartenenza che finisce per negarne le finalità, e soprattutto quello che mi sembra venga fuori dall'atteggiamento tenuto dai propri capi. Come ho detto altre volte un recinto ci vuole, il fenomeno Grillo per me non è altro che questo, un comodo cane da guardia a difesa dello stesso potere che dice di voler abbattere (ma è solo una mia percezione personale, e capace che mi sbaglio).
Comunque, la mia opinione riguardo a quanti (imprenditori, agricoltori, artigiani, operai, precari etc) ora si lamentano è in larga parte questa qua, ma ci sarebbe da ribadire che se le cose stanno così la colpa è pure di chi non ha saputo intercettare il malcontento per incanalarlo verso quello che si riteneva la direzione giusta. Non aver saputo contrastare la negazione di schieramenti e ideologie è una colpa grave su cui la sinistra italiana dovrebbe interrogarsi e trovare il modo di correre ai ripari, e pure in fretta.
Negare di avere ideologie o appartenenze, come fa la maggioranza di chi è sceso in piazza, ma come fanno pure tanti di quelli che in questi ultimi due anni si è dato ai cinquestelle, è ammettere inconsapevolmente un proprio vuoto, ma dato che nessuno è realmente vuoto (qualche valore e sentimento ce l'hai anche senza saperlo), da qualcosa è comunque riempito. Siamo italiani, naturalmente portati a sentimenti e valori di destra si dice, e per quel che mi riguarda è vero, almeno per un motivo. Un sentimento di destra è per sua natura conservatore, nasce fondamentalmente dalla paura di perdere ciò che si ha: evidentemente la maggioranza di italiani pensa di avere ancora qualcosa da perdere, da qui la paura, da qui la reazione e il gioco è fatto. Ci sono poi quelli che da perdere non hanno più nulla, ma gli manca l'idea di futuro, e siamo sempre lì: paura del futuro etc etc.
Essere di sinistra, pensare da sinistra, presuppone guardare più al domani che non all'oggi, mantenendo e difendendo però valori che arrivano dal passato. Quel domani forse non arriverà mai, ma lo sforzo teso a conseguire il risultato infonde coraggio, dà speranza, leva la paura. C'è però il problema che chi in anni passati si faceva carico di infondere e trasmettere questi sentimenti (partiti, movimenti, sindacati) o ha smesso di farlo (e tanti purtroppo hanno smesso, colpevolmente), o è stato impossibilitato a farlo (vedi la guerra contro la Fiom da parte della Fiat, ad esempio).
Forse è ora che le poche forze di sinistra ancora presenti tornino ai valori e ai sentimenti originari, è ora che quanti si sentono di sinistra, pur non impegnandosi attivamente, abbiano il coraggio di ammetterlo a se stessi e facciano scelte conseguenti e coerenti col proprio sentire.
Siamo in pratica tornati indietro di un secolo. Allora i movimenti di sinistra si allargarono prendendo tra le proprie fila un popolo di analfabeti, dando loro speranza e conquiste sociali. Vi sembra davvero che la situazione di oggi, dove la speranza è morta e le conquiste sociali perdute, sia molto diversa da allora?

mercoledì 11 dicembre 2013

Forche e forconi


Su una cosa siamo tutti d'accordo: così non va. Poi al solito ci si divide. Questa faccenda dei forconi porta a chiedersi, a chi da tempo denuncia lo stato di cose, se non sia il caso di appoggiarli e scendere a dar man forte, perché le ragioni di fondo sono sacrosante.
E' vero, non ce la si fa più. E' vero, siamo schifati. E' vero, qualcosa bisogna fare. E' vero, da tempo ci si aspettava che qualcosa del genere accadesse. Quindi la tentazione di mettersi tra quelli che urlano c'è, non fosse per dare coerenza a quanto da tempo si predica.
Poi però ti chiedi perché adesso, nel senso perché ora che si vota la fiducia a un governo che pare avviarsi a quella sorta di stabilità, per quanto precaria, che le permetta di mettere mano al disastro compiuto.
Abbiamo un governo che è una schifezza (verissimo), ma abbiamo visto tutti in che maniera è nato, come si è evoluto e come sta andando avanti. Ricordarlo non fa male: questo governo è nato da un risultato elettorale che non ha visto vincitori, da un chiamarsi fuori di una parte per mettersi comodamente all'opposizione, ha impiegato sette mesi per levarsi dal proprio interno chi a parole da vent'anni dice di voler fare e puntualmente si smentisce nei fatti. Mesi persi dietro le vicende personali di un noto personaggio che più di una volta ha esasperato i toni, personaggio che ora è fuori dal Parlamento, ma continua a guidare e a sbraitare.
Vai a vedere chi sono i promotori della protesta, e qualcosa non torna, come pure le richieste avanzate (perché far cadere il governo ora? per nuove elezioni che avvantaggerebbero chi?). Vai a vedere i modi per metterla in atto, e i metodi non piacciono affatto (chiedere ai commercianti torinesi). Noti chi cavalca la faccenda, e qualche domanda te la poni. Guardi ai tempi di attuazione del tutto e tiri giù somme.
Io qualche risposta me la sono data, e mi spiace, il tutto non mi convince, a cominciare dal fatto delle bandiere che non dovrebbero essere presenti, perché non è questione di destre o sinistre e bla bla bla. Mi spiace, una bandiera ce l'ho.
Poi su una cosa siamo tutti d'accordo: così non va.

domenica 29 settembre 2013

Compleanni

 
Mai sentito parlare di Henry Phage? E' il personaggio di una miniserie a fumetti dell'effimera etichetta americana Tekno Comics, etichetta vissuta un paio d'anni tra il '95 e il '97, giusto il tempo di pubblicare quello che per me è un gioiellino del filone steampunk, Teknophage, nato su un progetto di Neil Gaiman e sceneggiato da Rick Veitch per le matite del britannico Bryan Talbot.
Henry Phage è un rettile evoluto, un dinosauro intelligente che controlla in maniera assoluta un mondo parallelo al nostro dove l'energia per il suo mantenimento è ricavata dalle anime di persone prese nel nostro mondo grazie a frequenti incursioni tramite appositi portali spazio temporali. Qualcuno resiste e lotta, nella logica bipolare propria della vita, per cui se esiste il male esiste anche il bene e dove se c'è chi opprime c'è anche chi si oppone all'oppressione, ma, forse proprio come nella vita, il confine tra bene e male è sottilissimo, tanto che in questa storia l'eroe è rappresentato da un agente immobiliare carico di difetti (falso, arrivista, egoista, pure un po' vigliacco) ritrovatosi suo malgrado a lottare per una giusta causa, e del cattivone alla fine non si può non ammirarne la lucida, per quanto cinica, visione dell'esistente da lui stesso creato. 
Non so perché mi è venuto in mente Henry Phage proprio oggi. Questione di compleanni forse.

sabato 28 settembre 2013

Merda

 
Ok, nuova crisi di governo pare. Proprio quello che ci mancava in questo momento, ma alla fine va bene, siamo alla partita finale, manca poco a levarsi dalle scatole il nano una volta per tutte, e peccato se la pagheremo ancora, in soldoni.
Oh, poi dopo spero che chiunque in questi anni ha votato creduto sostenuto giustificato e sperato in uomini di merda con una morale di merda, ideali di merda, politiche di merda guidati da un uomo di merda, abbia il coraggio e la dignità di tacere per un numero di anni almeno pari ai venti in cui li abbiamo dovuti sopportare.
Grazie.

venerdì 6 settembre 2013

Avrei una domanda

 
Ma...... e se per fermare gli "stati canaglia" (toh, ecco che tornano, nel più puro stile Bush: che cambiamento!) il meno meritato premio Nobel per la Pace di sempre Obama decidesse di attaccare la Siria; e se Putin e la sua Russia decidessero di far fede all'appoggio dato al regime di Assad e si schierassero anche militarmente; e se pure gli altri alleati siriani, l'Iran la Cina e diversi stati arabi, lo facessero; e se noi ci trovassimo a dover onorare quanto scelleratamente firmato oggi da scendiLetta...... pronti a trasferirsi su Marte?

Lettura consigliata.

mercoledì 28 agosto 2013

I miei sentiti ringraziamenti

 
E così, per non far pagare una tassa a chi effettivamente potrebbe farlo senza tante storie, mettiamola nel di dietro ai soliti noti! Che bella idea, non trovate?  Cancellare l'Imu, pure per quel 30% che avrebbe potuto tranquillamente pagarla, e spalmarla in una nuova tassa che pagherà pure chi l'Imu non l'avrebbe mai pagata, non avendo case di proprietà, e chi se ne frega se tanti fanno parte di quei nove milioni certificati che faticano ad andare avanti.
Bella idea, bravi, era così semplice, e il tutto solo per far fuori più facilmente il nano di Arcore! Grazie Alfano, grazie Pdl, grazie Pd, grazie a tutti gli stronzi che continuano ad appoggiarli, grazie a Letta che cala le braghe per impedire che il nano faccia cascare il governicchio, grazie a Berlusconi, grazie pure a Grillo per non volere un'altra maggioranza. Grazie, grazie a tutti. Davvero.
Ma porca di quella.......


martedì 6 agosto 2013

Salga a bordo, cazzo!

 
Io non lo so quanti siamo a pensare che se le cose oggi stanno così nella recente storia italiota, cioè con un pregiudicato a tenere ancora in scacco un intero paese come da vent'anni a questa parte, un governo che lavora a fatica anche per questo motivo, una immobilità pressoché totale anche (ma non solo) per questo motivo, una buona dose di colpe se le dovrebbe prendere anche chi ha avuto l'occasione per modificare lo status quo e l'ha malamente sprecata, per inettitudine o per calcolo è ancora da stabilire. Non dico certo tutte le colpe, perché non sono stati sicuramente loro a causare tutto questo disastro (fatte salve le responsabilità collettive degli italiani nell'aver sopportato tutto questo, cosa che ci accomuna tutti), ma almeno la colpa di non aver permesso di provare a cambiare sì, quella i grillini dovrebbero prendersela, o meglio Grillo, che poi è come dire i grillini visto che uno-vale-uno-ma-ce-ne-è-uno-che-vale-di-più: sarebbe un atto di onestà intellettuale, oltre che di rispetto per il proprio elettorato, almeno quello non invasato. E invece il nostro scarica anche questa minima responsabilità, addossandola sul presidente della Repubblica, reo di aver voluto fortemente il pastrocchio attuale e di continuare a difenderlo.
Ora, va beh che la memoria in questo paese di pagliacci difetta parecchio, ma qui si esagera alquanto. Dimentica l'ex comico che dopo le elezioni Napolitano ha tenuto fermi i giochi per ben due mesi per permettere a Bersani di cercare una alternativa al cosiddetto inciucio come la logica dei risultati elettorali imponeva, se è vero che un buon 75% di elettori tra chi si è astenuto e chi ha votato diversamente da B. e banda, ha dato evidenti segnali di volontà di cambiamento, e l'unica logica alternativa era un governo Pd-Sel con l'appoggio esterno (condizionato quanto vi pare) del M5S se questi non volevano entrarci direttamente. Alternativa naufragata per l'ostracismo grillino.
Dimentica che Napolitano era già in pensione ed è stato richiamato in fretta e furia dato che non si è riusciti a trovargli una alternativa, anche grazie agli ostracismi grillini (intestardendosi su nomi che poco dopo avrebbero abiurato, la Gabanelli, Rodotà...), non concedendo nulla agli avversari in nome di una durezza e purezza che in quel momento solo i talebani del MoVimento gli chiedevano, certo non la maggioranza degli elettori grillini.
Dimentica che B. era morto e bastava seppellirlo, e che se ciò non è avvenuto è solo perché Grillo sogna funerali di massa, mentre sempre quel 75% per ora si sarebbe accontentato di tumulare il più pericoloso.
Dimentica che una volta rimesso sullo scranno Napolitano ha dovuto prendere atto che c'era una sola strada percorribile, ma solo perché le condizioni in essere erano quelle e solo quelle (qualcuno può dire che avrebbe potuto affidare il governo alle stelline, certo, se solo questi fossero stati in grado di indicare uno straccio di nome, ma manco quello è arrivato), per cui "ha consentito e avallato" quella che era l'unica soluzione possibile, data l'assenza grillina.
Dimentica che anche oggi basterebbe un niente a rendere possibile l'uscita di scena definitiva del caimano in versione coccodrillo, basterebbe quel famoso appoggio a un governo diverso (condizionato quanto vi pare), appoggio che non viene dato per via della durezza e della purezza.... vabbeh..
Dimentica che se è vero che Pd e Pdl sono corresponsabili dello sfascio attuale, permettergli di continuare a sfasciare mantenendosi duri e puri, è giocare sulla pelle di milioni di italiani in nome di una rivoluzione a data da destinarsi che non arriverà mai, perché i nostri padroni d'oltralpe non sono certo così imbecilli da farci arrivare al punto limite, e dimentica che il Pd e Sel, almeno il loro elettorato, sono cosa un po' diversa da altri elettorati, certo più vicine a quella volontà di cambiamento propria dei grillini, e non riconoscerlo è cosa oltremodo stupida.
Dimentica che se lui può permettersi di portare la ciccia a bagno, procrastinando come accaduto incontri istituzionali da lui stesso richiesti, milioni di italiani quest'anno se ne staranno a casa perché la voce "ferie" è stata forzatamente cancellata causa crisi.
Dimentica un po' troppe cose, e con lui la maggioranza degli italioti. Sento oggi in giro gente che ripete le balle raccontate a mezzo blog e ha fatto proprie le sue versioni dei fatti, per cui se siamo dove siamo è solo tutta colpa di Napolitano, è solo tutta colpa del Pd, è tutta colpa del Pdl. Certo questi hanno colpe gravissime, e sono sotto gli occhi di tutti, ma chi ora potrebbe e non fa, crede davvero di essere esente da colpe?
 
"Il compagno Lenin ci ha insegnato che per vincere il nostro nemico di classe, che è potente, che ha molti mezzi e riserve a sua disposizione, noi dobbiamo sfruttare ogni incrinatura nel suo fronte e dobbiamo utilizzare ogni alleato possibile, sia pure incerto, oscillante e provvisorio."
 
Antonio Gramsci, luglio 1925

sabato 3 agosto 2013

Che due palle!

 
Berluscò, e basta, su!
Non so se è più patetico un pregiudicato che piange a reti unificate la propria innocenza (dopo tre gradi di giudizio che lo condannano) o l'esercito di parlamentari leccaculo pagati per difendere l'indifendibile. Signori, fuori dal cazzo, abbiamo altro a cui pensare.

sabato 6 luglio 2013

Partecipa all'evento

 
Ieri sera era un venerdì d'estate, e i venerdì d'estate ormai in tutti i paesi e paesini e cittadine dell'italico suolo si consuma l'evento catartico di rimozione della realtà: aperitivi e cene e libagioni e spettacoli d'arte varia consumati in piazza a ritmi diversi in ogni cazzo di posto. Qua in provincia, ma pure in città il discorso è lo stesso con i quartieri al posto dei paesi, la stessa identica cosa, ma con minore distanza.
Ho girato ieri sera per una mezz'ora circa nel bordello di facce e di suoni scandalosi emessi da una sottospecie di gruppo rock su un palco, prima di rompermi del tutto i coglioni e tornarmene a casa: ho altri cazzi, mi dispiace.
Ho che fra una settimana mi scade il contratto e nessuno mi ha ancora detto nulla sulle intenzioni che hanno, per cui ad oggi non so se fra otto giorni lavorerò ancora. Ho che se anche questi mi confermano, la paga è talmente da fame che a stento farei il giro del mese, ma la paga è sindacale, per cui la coscienza di chi ti da quattro soldi per il tuo lavoro è a posto, e mi chiedo se anche quella di chi ha sindacato quelle paghe lo sia. Ho che per carattere queste cose mi danno in testa, e devo continuamente ricordarmi di stare molto calmo per arginare lo stress. Ho che ogni idea per tentare di uscire da questa situazione per buona o brutta che sia va a cozzare sul muro della maggioranza degli altri, che non è manco di gomma, è solo un buco nero che fagocita qualsiasi cosa e da cui non ritorna nulla, ma proprio nulla, per cui sai di essere solo, quasi completamente solo. Ho che vedo in giro una situazione surreale: conosco più gente disoccupata, precaria, in cassa integrazione o in mobilità che gente che lavora, e pure chi lavora stabilmente è alle prese con stringimenti di cinghia impensabili anni fa e con l'accettare compromessi su compromessi su compromessi fino a che (ve lo dico, nel caso non lo sappiate) non ci sarà più niente da compromettere. Ho che vedo chi in passato ha avuto il pelo e il coraggio di scegliersi la propria vita, seguire il proprio essere senza dover per forza prevaricare sugli altri, pagare questa scelta oggi per colpa di chi intanto è rimasto fermo ad accettare compromessi su compromessi su compromessi e di chi nel frattempo ne ha approfittato. Ho che so che basterebbe che tutti (tutti) ci fermassimo, solo questo. Ma mangiare ancora si mangia, e venerdì sera c'è l'evento: partecipa anche tu.

martedì 30 aprile 2013

Fine della fiera

 
Dunque governo, di larghe intese come nelle previsioni, con due mesi di ritardo, ma tutti contenti. Contenta l'ala europeista filomontiana, filoberlusconiana, democristiana fin nel midollo che appesta il Partito Democratico e che ha mandato gambe all'aria il partito pur di arrivare dove le previsioni della vigilia portavano e dove tutti quelli che tirano le fila del carrozzone volevano.
Contento Berlusconi, unico vero vincitore di questi due mesi non previsti. Contenti i grillini, di poter continuare a sbraitare standosene comodamente all'opposizione.
Ora, io ho votato controvoglia un residuato che in partenza si sapeva perdente, Rivoluzione Civile, con l'unica speranza di spostare un po' più a sinistra il baricentro del Parlamento, ché se tutti tirano a destra e non sei d'accordo l'unica è tirare dall'altra parte, ma forse avrei fatto meglio a rimanere nella mia idea iniziale: se il sistema è marcio, l'unica è non alimentarlo.
E' successa una cosa non prevista che ha scompigliato i piani e ha portato al ritardo dell'attuazione di quanto programmato. La mole di voti presa dal Movimento Cinque Stelle ha spiazzato tutti, Grillo in testa, chiamato a un gioco che non era nella intenzioni e si è persa una occasione storica, di riuscire davvero a cambiare qualcosa.
Io resto convinto (ma è una mia idea, non confortata da nulla) che se i grillini avessero accettato quanto Bersani gli andava proponendo le cose avrebbero potuto davvero prendere un'altra piega, perché quel cristo di un segretario pur con tutti i suoi difetti comunque guardava a sinistra (non avrebbe fatto un accordo solo con SEL, non avrebbe cercato in tutti i modi una sponda nel M5S), e ci ha provato in tutte le maniere a farsi seguire, pure umiliandosi, cercando di far vedere la direzione e dicendoglielo pure in quella pagliacciata di diretta streaming ("non vorrei che passassimo dal possiamo fare, all'avremmo potuto fare": ecco, ci siam passati!).
Ma ai grillini queste cose non le puoi dire, perché loro son duri e puri e mischiarsi figurati mai e chissà che fregatura ci sarà stata sotto e figurati se Bersani sarebbe poi uscito dall'euro (!?) e una serie infinita di stronzate varie tutte volte a scaricarsi la coscienza, tra cui siam qui a distruggere i partiti e cominciamo dal più debole, poco importa se ti tieni il più forte e pericoloso, quel Berlusconi che era morto, bastava un niente a seppellirlo, ed è stato resuscitato, e ora voglio proprio vedere come lo cacci via.
A chi ha votato sinistra radicale manco glielo puoi dire, ché la colpa è del Pd, è tutta del Pd, è sempre del Pd, che se avesse votato Rodotà, e se avesse accettato l'apertura (bah, va a sapere, comunque tardiva) di Grillo, e se non fosse un ignobile miscuglio di ex democristiani e ex comunisti all'acqua di rose (come se ciò non fosse noto dalla nascita), che però chissà perché si è continuato a chiamalo "sinistra".
A chi vota destra inutile dire niente (e che gli vuoi dire? questione di lingua, proprio) e insomma alla fine non puoi dire niente a nessuno e siamo qua (quanto è comodo e quanto è bello e quanto è rassicurante, il già conosciuto), di nuovo a criticare come al solito il governo che fa schifo, e firmeremo nuove petizioni, e ventileremo nuove manifestazioni, e diremo che ci vorrebbe più piazza, e pure ci sarà chi si compiacerà dei grilletti in Parlamento che non gliele mandano a dire, senza considerare che serve a niente mandargliele a dire a chi manco ti sta a sentire, che sono anni qua che gliele si manda a dire, talmente abituati a mandarle a dire che quando arriva il momento di fare, manco si sa da che parte iniziare (vero, stelline?).
Insomma tutto è stato risolto, ognuno è al suo posto naturale, chi ha sempre comandato a comandare, chi da sempre è comandato a farsi comandare. Fine della fiera.

lunedì 22 aprile 2013

Basta avere l'ombrela

 
Ok, il Pd si è suicidato, lo speravamo tutti quanti, ma il momento scelto mi sembra quantomeno sbagliato, e però il tempismo non è mai stato il suo forte e allora vabbeh....
Ok, c'abbiamo uno che spara parole a muzzo e poi si corregge, e poi le rispara e poi si ricorregge, e richiama milioni in piazza, se ne presenta un decimo forse e li rimanda a casa, e andrà avanti così, dire e contraddire, armiamoci e partite, che non lo sapete?
Ok, c'abbiamo un sacco di gente che non sa più da che parte si deve girare, si guarda attorno spaesata ed è pronta a saltare sul carro di quello che spara parole a muzzo e poi si corregge, e chi lo sa, forse a furia di girare prima poi si dovranno pur fermare, e speriamo sia dalla parte giusta. 
Ok, io non ho un lavoro, lo cerco e non lo trovo e qualcosa mi dovrò inventare, emigrare magari, ma va bene, va bene, va sempre tutto bene. 
Ok, fuori piove a tratti, l'umore oggi è un po' sul non saprei, ma ripensando a quanto sopra mi vengono in mente parole di canzoni allegre, una in particolare, più che una canzone un manifesto, sempre attuale.

giovedì 21 marzo 2013

Premesse sbagliate


"Il M5S è stato il primo per numero di voti alle ultime elezioni" dice il comico. Non è vero. Il PD è primo per numero di voti, il M5S ha preso una manciata di voti in più rispetto agli altri alla Camera, molti meno al Senato, ma questo solo in Italia, senza contare cioè i voti degli italiani all'estero (potete fare i vostri conti direttamente alla fonte ufficiale qui). La schifezza di legge elettorale con cui siamo obbligati a votare premia comunque le coalizioni, e anche in questo caso il M5S non è primo per numero di voti, considerato che i pentastelluti son troppo puri per mischiarsi con qualcuno. Quindi, se la premessa è sbagliata, rivendicare un incarico di governo come hanno fatto Grillo e i suoi portavoce non ha senso. Rivendicare ruoli di vigilanza ne ha un po' di più, ma sarebbe ora che le stellette scendessero sulla terra e cominciassero a dialogare con le altre forze politiche: sono in Parlamento e in Parlamento, lo dice la parola stessa, si parla. Dubito gli concederanno alcunché (non si capisce perché uno debba mettersi in casa qualcuno che te la vuole sfasciare), e quindi gli stellati potranno portare avanti il loro piano di durezza e purezza che il successo elettorale aveva scompigliato. In attesa di capire da che parte son girati, forse.

lunedì 4 marzo 2013

Come si cambia


C'è stato un tempo in cui l' Art 67 della Costituzione al novello messia piaceva (http://www.beppegrillo.it/2010/08/le_dimissioni_di_fini.html).
Altri tempi, oggi pare non gli piaccia più(http://www.beppegrillo.it/2013/03/circonvenzione/index.html#commenti), ma c'è da capirlo: il rischio che i 163 "cittadini" non siano tutti lobotomizzati è da tenere in considerazione.

giovedì 28 febbraio 2013

Che guardi all'Italia e ti viene in mente una canzone



Tomorrow started shouting
Don't you turn around
Problems they ain't hiding
And solution they can't be found

mercoledì 27 febbraio 2013

No doubt

 
Io sono un ottimista. Oddio, detta così pare nulla, che l'impressione che do spesso non è proprio quella, ma io in fondo lo so di essere un ottimista: i bicchieri tendo a vederli sempre mezzi pieni. Per dire ieri, dopo aver sentito Bersani e Grillo dialogare a distanza, mi son detto che forse per quanto messi malissimo si era sulla strada giusta: considerato che buona parte dell'elettorato piddino vuole serietà, trasparenza e un cambio di rotta, che in teoria tutto l'elettorato grillino vuole la stessa cosa e che forse (forse) pure chi vota contrario in fondo in fondo le vorrebbe, un accordo Pd-M5S che andasse in quella direzione mi è parso che sarebbe stata una buona cosa.
Insomma, il dubbio che il comico che una volta ha davvero fatto il comico (quell'altro avrebbe potuto farlo) non fosse solo un invasato visionario, e che al suo gregge eletto in parlamento forse bisognava concedergli una chance (o almeno il tempo di capire come prendere un caffè alla buvette della Camera: capirne di politica forse ci vorrà un po' di più) mi è pure venuto. Poi oggi se ne esce sparando a zero sul segretario Pd e buttando all'aria tutto quanto prima ancora di cominciare, preferendo prospettare agli italiani un altro bel papocchio Pd-Pdl-Monti quasi obbligato a questo punto, in attesa di riscuotere poi ancora più consenso chissà quando, ma alle prossime elezioni. E il dubbio sparisce.

martedì 26 febbraio 2013

Tutti a casa


Sono andato a rileggermi qualche vecchio post (questo è di tre anni fa), e un po' mi girano le scatole per averci beccato, ma erano davvero facili previsioni. Avevo già deciso nello stesso periodo che era arrivata l'ora di starmene fuori, ma non ce l'ho fatta. Alla fine ho votato, sperando che mandando avanti l'unico movimento anticapitalista in Italia con un minimo di possibilità avrebbe potuto arginare l'onda grillina, e dare agli italiani una voce in più a sinistra. Ma non è servito a niente, come abbiamo visto. La voce è troppo stanca, affaticata dalle troppe cose dette in maniera confusa in questi anni, e al suo interno ce ne sono pure che parlano in maniera quasi opposta (ma Di Pietro, santoddio, che c'azzecca con noialtri?): di certo non sarebbe stata in grado di sovrapporsi a quanti urlano più forte. E difatti, se già nel 2008 eravamo morti, ieri si è assistito alla sepoltura della sinistra radicale.
Non si è saputo in questi anni raccogliere il malcontento ma anche l'energia crescente, si è rimasti ancorati a schemi e modi di pensare ormai vecchi, per quanto pure sacrosanti nella loro realtà, propri di generazioni passate. Pensateci un secondo, il comunismo, per dirne una, è morto nel 1989 col muro di Berlino, ventiquattro anni fa: che volete che gli freghi a un diciottenne, a un venticinquenne, ma pure a un trentenne, di una roba che per loro è lontanissima? E' come chiedere a noi quaranta/cinquantenni di dover essere monarchici, tanto per fare un paragone temporale!
Quindi la sinistra ha fallito, su tutta la linea. Rivoluzione Civile è un progetto nato moribondo, e non ho proprio idea di come potrebbe sopravvivere; Sel e il suo brillante leader Vendola farebbero meglio a sparire, magari fondendosi con ciò che resterà di vagamente a sinistra del Pd, sarebbe più dignitoso. Il Pd per parte sua, dovrebbe prendere atto del proprio fallimento totale e avere il buon gusto di levarsi dalle scatole, che tanto non ce la farà mai e poi mai a districarsi nelle sue stesse contraddizioni: un partito di sinistra, ma anche liberale, laico, ma con un occhio ai preti, che guarda a sinistra, ma corteggia il centro. Il giorno che capiranno che il centro non esiste e smetteranno di inseguire il nulla sarà sempre troppo tardi: c'è la destra e c'è la sinistra. Punto. Qualcuno informi Bersani (e pure Renzi) che non basta dire siamo sinistra: bisogna pure esserlo nei fatti.
Poi c'è Grillo e la sua compagine che dicono di non essere né l'uno né l'altro, né destra né sinistra, ma non è una novità, ne abbiamo già sentiti altri dire le stesse cose, con toni più o meno simili: la Lega qualche anno fa otteneva risultati impressionanti, e oggi è al limite della soglia di sbarramento. La differenza è che il M5S viaggia su base nazionale, non pare essere solo antipolitica becera e di convenienza, i suoi candidati non sanno esprimersi, ma almeno non lo fanno a rutti, e almeno questo lascia un filino di speranza. Non mi piace il clima da setta, non mi piace un movimento che non è manco padrone del proprio simbolo, non mi piacciono tante cose, a partire dalla mancanza di contatto con la realtà che mi sembrano abbiano in tanti da quelle parti, per continuare con una certa ignoranza su altri temi (in politica estera, qualcuno ha capito come intendono porsi? in politica economica, al di là del taglio agli sprechi, in che modo rilanciare l'economia? Boh...). Ma rimane quanto c'è rimasto di più a sinistra in Italia, oggi. Tragico, no?

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