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mercoledì 28 agosto 2013

I miei sentiti ringraziamenti

 
E così, per non far pagare una tassa a chi effettivamente potrebbe farlo senza tante storie, mettiamola nel di dietro ai soliti noti! Che bella idea, non trovate?  Cancellare l'Imu, pure per quel 30% che avrebbe potuto tranquillamente pagarla, e spalmarla in una nuova tassa che pagherà pure chi l'Imu non l'avrebbe mai pagata, non avendo case di proprietà, e chi se ne frega se tanti fanno parte di quei nove milioni certificati che faticano ad andare avanti.
Bella idea, bravi, era così semplice, e il tutto solo per far fuori più facilmente il nano di Arcore! Grazie Alfano, grazie Pdl, grazie Pd, grazie a tutti gli stronzi che continuano ad appoggiarli, grazie a Letta che cala le braghe per impedire che il nano faccia cascare il governicchio, grazie a Berlusconi, grazie pure a Grillo per non volere un'altra maggioranza. Grazie, grazie a tutti. Davvero.
Ma porca di quella.......


martedì 6 agosto 2013

Salga a bordo, cazzo!

 
Io non lo so quanti siamo a pensare che se le cose oggi stanno così nella recente storia italiota, cioè con un pregiudicato a tenere ancora in scacco un intero paese come da vent'anni a questa parte, un governo che lavora a fatica anche per questo motivo, una immobilità pressoché totale anche (ma non solo) per questo motivo, una buona dose di colpe se le dovrebbe prendere anche chi ha avuto l'occasione per modificare lo status quo e l'ha malamente sprecata, per inettitudine o per calcolo è ancora da stabilire. Non dico certo tutte le colpe, perché non sono stati sicuramente loro a causare tutto questo disastro (fatte salve le responsabilità collettive degli italiani nell'aver sopportato tutto questo, cosa che ci accomuna tutti), ma almeno la colpa di non aver permesso di provare a cambiare sì, quella i grillini dovrebbero prendersela, o meglio Grillo, che poi è come dire i grillini visto che uno-vale-uno-ma-ce-ne-è-uno-che-vale-di-più: sarebbe un atto di onestà intellettuale, oltre che di rispetto per il proprio elettorato, almeno quello non invasato. E invece il nostro scarica anche questa minima responsabilità, addossandola sul presidente della Repubblica, reo di aver voluto fortemente il pastrocchio attuale e di continuare a difenderlo.
Ora, va beh che la memoria in questo paese di pagliacci difetta parecchio, ma qui si esagera alquanto. Dimentica l'ex comico che dopo le elezioni Napolitano ha tenuto fermi i giochi per ben due mesi per permettere a Bersani di cercare una alternativa al cosiddetto inciucio come la logica dei risultati elettorali imponeva, se è vero che un buon 75% di elettori tra chi si è astenuto e chi ha votato diversamente da B. e banda, ha dato evidenti segnali di volontà di cambiamento, e l'unica logica alternativa era un governo Pd-Sel con l'appoggio esterno (condizionato quanto vi pare) del M5S se questi non volevano entrarci direttamente. Alternativa naufragata per l'ostracismo grillino.
Dimentica che Napolitano era già in pensione ed è stato richiamato in fretta e furia dato che non si è riusciti a trovargli una alternativa, anche grazie agli ostracismi grillini (intestardendosi su nomi che poco dopo avrebbero abiurato, la Gabanelli, Rodotà...), non concedendo nulla agli avversari in nome di una durezza e purezza che in quel momento solo i talebani del MoVimento gli chiedevano, certo non la maggioranza degli elettori grillini.
Dimentica che B. era morto e bastava seppellirlo, e che se ciò non è avvenuto è solo perché Grillo sogna funerali di massa, mentre sempre quel 75% per ora si sarebbe accontentato di tumulare il più pericoloso.
Dimentica che una volta rimesso sullo scranno Napolitano ha dovuto prendere atto che c'era una sola strada percorribile, ma solo perché le condizioni in essere erano quelle e solo quelle (qualcuno può dire che avrebbe potuto affidare il governo alle stelline, certo, se solo questi fossero stati in grado di indicare uno straccio di nome, ma manco quello è arrivato), per cui "ha consentito e avallato" quella che era l'unica soluzione possibile, data l'assenza grillina.
Dimentica che anche oggi basterebbe un niente a rendere possibile l'uscita di scena definitiva del caimano in versione coccodrillo, basterebbe quel famoso appoggio a un governo diverso (condizionato quanto vi pare), appoggio che non viene dato per via della durezza e della purezza.... vabbeh..
Dimentica che se è vero che Pd e Pdl sono corresponsabili dello sfascio attuale, permettergli di continuare a sfasciare mantenendosi duri e puri, è giocare sulla pelle di milioni di italiani in nome di una rivoluzione a data da destinarsi che non arriverà mai, perché i nostri padroni d'oltralpe non sono certo così imbecilli da farci arrivare al punto limite, e dimentica che il Pd e Sel, almeno il loro elettorato, sono cosa un po' diversa da altri elettorati, certo più vicine a quella volontà di cambiamento propria dei grillini, e non riconoscerlo è cosa oltremodo stupida.
Dimentica che se lui può permettersi di portare la ciccia a bagno, procrastinando come accaduto incontri istituzionali da lui stesso richiesti, milioni di italiani quest'anno se ne staranno a casa perché la voce "ferie" è stata forzatamente cancellata causa crisi.
Dimentica un po' troppe cose, e con lui la maggioranza degli italioti. Sento oggi in giro gente che ripete le balle raccontate a mezzo blog e ha fatto proprie le sue versioni dei fatti, per cui se siamo dove siamo è solo tutta colpa di Napolitano, è solo tutta colpa del Pd, è tutta colpa del Pdl. Certo questi hanno colpe gravissime, e sono sotto gli occhi di tutti, ma chi ora potrebbe e non fa, crede davvero di essere esente da colpe?
 
"Il compagno Lenin ci ha insegnato che per vincere il nostro nemico di classe, che è potente, che ha molti mezzi e riserve a sua disposizione, noi dobbiamo sfruttare ogni incrinatura nel suo fronte e dobbiamo utilizzare ogni alleato possibile, sia pure incerto, oscillante e provvisorio."
 
Antonio Gramsci, luglio 1925

martedì 30 aprile 2013

Fine della fiera

 
Dunque governo, di larghe intese come nelle previsioni, con due mesi di ritardo, ma tutti contenti. Contenta l'ala europeista filomontiana, filoberlusconiana, democristiana fin nel midollo che appesta il Partito Democratico e che ha mandato gambe all'aria il partito pur di arrivare dove le previsioni della vigilia portavano e dove tutti quelli che tirano le fila del carrozzone volevano.
Contento Berlusconi, unico vero vincitore di questi due mesi non previsti. Contenti i grillini, di poter continuare a sbraitare standosene comodamente all'opposizione.
Ora, io ho votato controvoglia un residuato che in partenza si sapeva perdente, Rivoluzione Civile, con l'unica speranza di spostare un po' più a sinistra il baricentro del Parlamento, ché se tutti tirano a destra e non sei d'accordo l'unica è tirare dall'altra parte, ma forse avrei fatto meglio a rimanere nella mia idea iniziale: se il sistema è marcio, l'unica è non alimentarlo.
E' successa una cosa non prevista che ha scompigliato i piani e ha portato al ritardo dell'attuazione di quanto programmato. La mole di voti presa dal Movimento Cinque Stelle ha spiazzato tutti, Grillo in testa, chiamato a un gioco che non era nella intenzioni e si è persa una occasione storica, di riuscire davvero a cambiare qualcosa.
Io resto convinto (ma è una mia idea, non confortata da nulla) che se i grillini avessero accettato quanto Bersani gli andava proponendo le cose avrebbero potuto davvero prendere un'altra piega, perché quel cristo di un segretario pur con tutti i suoi difetti comunque guardava a sinistra (non avrebbe fatto un accordo solo con SEL, non avrebbe cercato in tutti i modi una sponda nel M5S), e ci ha provato in tutte le maniere a farsi seguire, pure umiliandosi, cercando di far vedere la direzione e dicendoglielo pure in quella pagliacciata di diretta streaming ("non vorrei che passassimo dal possiamo fare, all'avremmo potuto fare": ecco, ci siam passati!).
Ma ai grillini queste cose non le puoi dire, perché loro son duri e puri e mischiarsi figurati mai e chissà che fregatura ci sarà stata sotto e figurati se Bersani sarebbe poi uscito dall'euro (!?) e una serie infinita di stronzate varie tutte volte a scaricarsi la coscienza, tra cui siam qui a distruggere i partiti e cominciamo dal più debole, poco importa se ti tieni il più forte e pericoloso, quel Berlusconi che era morto, bastava un niente a seppellirlo, ed è stato resuscitato, e ora voglio proprio vedere come lo cacci via.
A chi ha votato sinistra radicale manco glielo puoi dire, ché la colpa è del Pd, è tutta del Pd, è sempre del Pd, che se avesse votato Rodotà, e se avesse accettato l'apertura (bah, va a sapere, comunque tardiva) di Grillo, e se non fosse un ignobile miscuglio di ex democristiani e ex comunisti all'acqua di rose (come se ciò non fosse noto dalla nascita), che però chissà perché si è continuato a chiamalo "sinistra".
A chi vota destra inutile dire niente (e che gli vuoi dire? questione di lingua, proprio) e insomma alla fine non puoi dire niente a nessuno e siamo qua (quanto è comodo e quanto è bello e quanto è rassicurante, il già conosciuto), di nuovo a criticare come al solito il governo che fa schifo, e firmeremo nuove petizioni, e ventileremo nuove manifestazioni, e diremo che ci vorrebbe più piazza, e pure ci sarà chi si compiacerà dei grilletti in Parlamento che non gliele mandano a dire, senza considerare che serve a niente mandargliele a dire a chi manco ti sta a sentire, che sono anni qua che gliele si manda a dire, talmente abituati a mandarle a dire che quando arriva il momento di fare, manco si sa da che parte iniziare (vero, stelline?).
Insomma tutto è stato risolto, ognuno è al suo posto naturale, chi ha sempre comandato a comandare, chi da sempre è comandato a farsi comandare. Fine della fiera.

lunedì 22 aprile 2013

Basta avere l'ombrela

 
Ok, il Pd si è suicidato, lo speravamo tutti quanti, ma il momento scelto mi sembra quantomeno sbagliato, e però il tempismo non è mai stato il suo forte e allora vabbeh....
Ok, c'abbiamo uno che spara parole a muzzo e poi si corregge, e poi le rispara e poi si ricorregge, e richiama milioni in piazza, se ne presenta un decimo forse e li rimanda a casa, e andrà avanti così, dire e contraddire, armiamoci e partite, che non lo sapete?
Ok, c'abbiamo un sacco di gente che non sa più da che parte si deve girare, si guarda attorno spaesata ed è pronta a saltare sul carro di quello che spara parole a muzzo e poi si corregge, e chi lo sa, forse a furia di girare prima poi si dovranno pur fermare, e speriamo sia dalla parte giusta. 
Ok, io non ho un lavoro, lo cerco e non lo trovo e qualcosa mi dovrò inventare, emigrare magari, ma va bene, va bene, va sempre tutto bene. 
Ok, fuori piove a tratti, l'umore oggi è un po' sul non saprei, ma ripensando a quanto sopra mi vengono in mente parole di canzoni allegre, una in particolare, più che una canzone un manifesto, sempre attuale.

giovedì 21 marzo 2013

Premesse sbagliate


"Il M5S è stato il primo per numero di voti alle ultime elezioni" dice il comico. Non è vero. Il PD è primo per numero di voti, il M5S ha preso una manciata di voti in più rispetto agli altri alla Camera, molti meno al Senato, ma questo solo in Italia, senza contare cioè i voti degli italiani all'estero (potete fare i vostri conti direttamente alla fonte ufficiale qui). La schifezza di legge elettorale con cui siamo obbligati a votare premia comunque le coalizioni, e anche in questo caso il M5S non è primo per numero di voti, considerato che i pentastelluti son troppo puri per mischiarsi con qualcuno. Quindi, se la premessa è sbagliata, rivendicare un incarico di governo come hanno fatto Grillo e i suoi portavoce non ha senso. Rivendicare ruoli di vigilanza ne ha un po' di più, ma sarebbe ora che le stellette scendessero sulla terra e cominciassero a dialogare con le altre forze politiche: sono in Parlamento e in Parlamento, lo dice la parola stessa, si parla. Dubito gli concederanno alcunché (non si capisce perché uno debba mettersi in casa qualcuno che te la vuole sfasciare), e quindi gli stellati potranno portare avanti il loro piano di durezza e purezza che il successo elettorale aveva scompigliato. In attesa di capire da che parte son girati, forse.

mercoledì 27 febbraio 2013

No doubt

 
Io sono un ottimista. Oddio, detta così pare nulla, che l'impressione che do spesso non è proprio quella, ma io in fondo lo so di essere un ottimista: i bicchieri tendo a vederli sempre mezzi pieni. Per dire ieri, dopo aver sentito Bersani e Grillo dialogare a distanza, mi son detto che forse per quanto messi malissimo si era sulla strada giusta: considerato che buona parte dell'elettorato piddino vuole serietà, trasparenza e un cambio di rotta, che in teoria tutto l'elettorato grillino vuole la stessa cosa e che forse (forse) pure chi vota contrario in fondo in fondo le vorrebbe, un accordo Pd-M5S che andasse in quella direzione mi è parso che sarebbe stata una buona cosa.
Insomma, il dubbio che il comico che una volta ha davvero fatto il comico (quell'altro avrebbe potuto farlo) non fosse solo un invasato visionario, e che al suo gregge eletto in parlamento forse bisognava concedergli una chance (o almeno il tempo di capire come prendere un caffè alla buvette della Camera: capirne di politica forse ci vorrà un po' di più) mi è pure venuto. Poi oggi se ne esce sparando a zero sul segretario Pd e buttando all'aria tutto quanto prima ancora di cominciare, preferendo prospettare agli italiani un altro bel papocchio Pd-Pdl-Monti quasi obbligato a questo punto, in attesa di riscuotere poi ancora più consenso chissà quando, ma alle prossime elezioni. E il dubbio sparisce.

lunedì 18 febbraio 2013

Votare o non votare (questo è il problema)


Brutta cosa la responsabilità, il senso di responsabilità intendo, ché già l'amico di una vita te la butta sul "c'è gente che c'è morta perché tu potessi votare" e hai voglia a dirgli che sì è vero, gente c'è morta e massimo rispetto, ma son trascorsi settanta anni e mica lo sapevano quelli cosa sarebbe successo ai loro nipoti, che a saperlo magari evitavano pure di darsi tanta pena (ma son cose queste che non puoi manco pensare, figurati dire, per cui teniamole lì come pensieri sconnessi da troppa frustrazione e andiamo oltre).
Brutta cosa dicevo, ché mai nella vita avresti pensato di non voler andare a esercitare quel diritto/dovere di cui sopra, di chiamarti fuori e lasciar fare, perché nell'intimo è maturata la convinzione, visto come gira il mondo, che se a votare si potessero cambiare le cose ti pare che te lo lascerebbero fare? In effetti si potrebbero cambiare, la democrazia si piglia questo rischio e te lo concede, ma alle sue condizioni e pilotando allegramente i greggi di elettori grazie al potere di media e quant'altro nelle mani non certo di chi vota. Qua da noi è successo che con gli anni il rischio di un risultato a sorpresa si è fatto sempre più presente, per cui te lo lasciano ancora fare sì, ma secondo regole talmente stronze che di fatto te che metti crocette decidi una beata minchia (per usare francesismi). Capita a questo giro che ancor prima di votare sai già che ne verrà fuori una roba talmente fragile che il rischio che non serva a cambiare nulla è bello forte. Nessuno schieramento ha forza sufficiente da solo a garantire stabilità di governo, pare, per cui il rischio di larghe intese sullo stile governo Monti è più che concreto, con tutto ciò che ne consegue e che abbiamo visto in questo anno e mezzo.
Tornando a noi, l'idea di votare con questa legge elettorale, dopo che nel 2008 si era mentalmente giurato che se non avessero cambiato legge col cazzo mi avrebbero rivisto ai seggi, mi provoca seri disturbi al fegato e ad altri organi intestinali: essere spergiuro, sia pure per giusta causa, non mi va poi tanto a genio. Ma anche ingoiando il rospo, sempre per quello strano senso di responsabilità che sempre ti piglia, il problema di chi votare rimane, perché ce ne fosse mezzo che davvero ti convinca che possa valere la pena di recarsi a mettere crocette invece di astenersi, come voglia e logica vorrebbero. Voglia, perché si è detto non ce ne è manco uno che convinca appieno, logica perché se non credi più in un sistema di governo tanto vale non alimentarlo.
A onor del vero però, votassi non potrei fare altro che votare per RC, che alla fine è lo schieramento a cui sono più vicino per idee e intenzioni, non fosse che mi sembra una armata Brancaleone di gente che si è messa assieme per garantirsi un posticino in Parlamento dopo che anni fa è stata fatta fuori: i nomi son sempre quelli di chi negli anni ha contribuito a disintegrare la sinistra radicale (Diliberto, Ferrero...), con l'aggiunta di un Di Pietro ormai sputtanato che devo ancora capire che diavolo ci faccia assieme a Rifondazione Comunista, ad appoggiare un ex magistrato, l'ennesimo. Insomma, se questa è la fiducia che ripongo in chi dovrei mandare a delegarmi, figurati gli altri come sono messi ai miei occhi.
Facendo una rapida carrellata ed escludendo chi da me è distante quanto Alpha Centauri, Pdl Lega e compagnia destrorsa, Monti perché fa parte della compagnia destrorsa, Giannino perché a parte la simpatia per il personaggio le sue ricette a base di liberalizzazioni e licenziamenti facili mi stanno alquanto indigeste, restano gli altri componenti il sedicente centrosinistra italiano e il M5S.
Di votare Pd mi son già pentito ai tempi di Uolter Veltroni, e non vedo perché dovrei ripetere l'esperienza. Li considero responsabili quanto Berlusconi dello sfacelo in cui ci troviamo, non fosse altro per il fatto che quando ne hanno avuta occasione non hanno fatto un accidente per cambiare tendenza, e nulla mi fa pensare che stavolta sarebbe diverso. E poi il Pd attuale è di fatto un partito di centro con leggere tendenze a sinistra, in pratica una Dc corrente Dorotea. Mai votato Dc quando esisteva ancora, non vedo il motivo di cominciare ora.
Votare Vendola e Sel manco se mi pagano. Se la sinistra radicale è scomparsa dal panorama italiano è anche e soprattutto grazie alla sua brillante idea di andarsene da Rifondazione Comunista per finire a fare il cagnolino del Pd. Dargli forza sposterebbe un pochetto l'asse a sinistra nella coalizione, ma qui usciamo dalla politica e andiamo nella fisica delle particelle, per cui.....
Rimane il Movimento 5 Stelle, che poi davvero è l'unico che potrebbe scompigliare un po' i giochi, ma i ducetti mi piacciono poco, le idee mi paiono campate in aria e la maggioranza dei militanti mi sembrano pecore rimaste senza un pastore (il mondo ne è pieno, in qualche recinto devono pur andare!). Insomma, la politica è di tutti, ma non è da tutti, e in questi ci vedo tanta buona volontà e poco altro, ma niente che mi convinca.
L'opzione mai contemplata fino ad oggi, astenersi, continua quindi ad essere quella che mi alletta di più per i motivi che ho già detto in un paio di occasioni (qui e qui, non mi ripeto, ma se avete voglia leggeteveli). Certo non fosse per quel cacchio di senso di responsabilità.......