martedì 6 agosto 2013

Salga a bordo, cazzo!

 
Io non lo so quanti siamo a pensare che se le cose oggi stanno così nella recente storia italiota, cioè con un pregiudicato a tenere ancora in scacco un intero paese come da vent'anni a questa parte, un governo che lavora a fatica anche per questo motivo, una immobilità pressoché totale anche (ma non solo) per questo motivo, una buona dose di colpe se le dovrebbe prendere anche chi ha avuto l'occasione per modificare lo status quo e l'ha malamente sprecata, per inettitudine o per calcolo è ancora da stabilire. Non dico certo tutte le colpe, perché non sono stati sicuramente loro a causare tutto questo disastro (fatte salve le responsabilità collettive degli italiani nell'aver sopportato tutto questo, cosa che ci accomuna tutti), ma almeno la colpa di non aver permesso di provare a cambiare sì, quella i grillini dovrebbero prendersela, o meglio Grillo, che poi è come dire i grillini visto che uno-vale-uno-ma-ce-ne-è-uno-che-vale-di-più: sarebbe un atto di onestà intellettuale, oltre che di rispetto per il proprio elettorato, almeno quello non invasato. E invece il nostro scarica anche questa minima responsabilità, addossandola sul presidente della Repubblica, reo di aver voluto fortemente il pastrocchio attuale e di continuare a difenderlo.
Ora, va beh che la memoria in questo paese di pagliacci difetta parecchio, ma qui si esagera alquanto. Dimentica l'ex comico che dopo le elezioni Napolitano ha tenuto fermi i giochi per ben due mesi per permettere a Bersani di cercare una alternativa al cosiddetto inciucio come la logica dei risultati elettorali imponeva, se è vero che un buon 75% di elettori tra chi si è astenuto e chi ha votato diversamente da B. e banda, ha dato evidenti segnali di volontà di cambiamento, e l'unica logica alternativa era un governo Pd-Sel con l'appoggio esterno (condizionato quanto vi pare) del M5S se questi non volevano entrarci direttamente. Alternativa naufragata per l'ostracismo grillino.
Dimentica che Napolitano era già in pensione ed è stato richiamato in fretta e furia dato che non si è riusciti a trovargli una alternativa, anche grazie agli ostracismi grillini (intestardendosi su nomi che poco dopo avrebbero abiurato, la Gabanelli, Rodotà...), non concedendo nulla agli avversari in nome di una durezza e purezza che in quel momento solo i talebani del MoVimento gli chiedevano, certo non la maggioranza degli elettori grillini.
Dimentica che B. era morto e bastava seppellirlo, e che se ciò non è avvenuto è solo perché Grillo sogna funerali di massa, mentre sempre quel 75% per ora si sarebbe accontentato di tumulare il più pericoloso.
Dimentica che una volta rimesso sullo scranno Napolitano ha dovuto prendere atto che c'era una sola strada percorribile, ma solo perché le condizioni in essere erano quelle e solo quelle (qualcuno può dire che avrebbe potuto affidare il governo alle stelline, certo, se solo questi fossero stati in grado di indicare uno straccio di nome, ma manco quello è arrivato), per cui "ha consentito e avallato" quella che era l'unica soluzione possibile, data l'assenza grillina.
Dimentica che anche oggi basterebbe un niente a rendere possibile l'uscita di scena definitiva del caimano in versione coccodrillo, basterebbe quel famoso appoggio a un governo diverso (condizionato quanto vi pare), appoggio che non viene dato per via della durezza e della purezza.... vabbeh..
Dimentica che se è vero che Pd e Pdl sono corresponsabili dello sfascio attuale, permettergli di continuare a sfasciare mantenendosi duri e puri, è giocare sulla pelle di milioni di italiani in nome di una rivoluzione a data da destinarsi che non arriverà mai, perché i nostri padroni d'oltralpe non sono certo così imbecilli da farci arrivare al punto limite, e dimentica che il Pd e Sel, almeno il loro elettorato, sono cosa un po' diversa da altri elettorati, certo più vicine a quella volontà di cambiamento propria dei grillini, e non riconoscerlo è cosa oltremodo stupida.
Dimentica che se lui può permettersi di portare la ciccia a bagno, procrastinando come accaduto incontri istituzionali da lui stesso richiesti, milioni di italiani quest'anno se ne staranno a casa perché la voce "ferie" è stata forzatamente cancellata causa crisi.
Dimentica un po' troppe cose, e con lui la maggioranza degli italioti. Sento oggi in giro gente che ripete le balle raccontate a mezzo blog e ha fatto proprie le sue versioni dei fatti, per cui se siamo dove siamo è solo tutta colpa di Napolitano, è solo tutta colpa del Pd, è tutta colpa del Pdl. Certo questi hanno colpe gravissime, e sono sotto gli occhi di tutti, ma chi ora potrebbe e non fa, crede davvero di essere esente da colpe?
 
"Il compagno Lenin ci ha insegnato che per vincere il nostro nemico di classe, che è potente, che ha molti mezzi e riserve a sua disposizione, noi dobbiamo sfruttare ogni incrinatura nel suo fronte e dobbiamo utilizzare ogni alleato possibile, sia pure incerto, oscillante e provvisorio."
 
Antonio Gramsci, luglio 1925

sabato 3 agosto 2013

Che due palle!

 
Berluscò, e basta, su!
Non so se è più patetico un pregiudicato che piange a reti unificate la propria innocenza (dopo tre gradi di giudizio che lo condannano) o l'esercito di parlamentari leccaculo pagati per difendere l'indifendibile. Signori, fuori dal cazzo, abbiamo altro a cui pensare.

giovedì 1 agosto 2013

Vacanze forzate

Agosto, tempo di ferie, almeno un tempo lo era. In realtà adesso tutto procede come nei mesi precedenti perché al massimo le ditte chiudono per una quindicina di giorni, quelle che lavorano, con la differenza però che d'abitudine ad agosto tutto si blocca, e quindi pure se non ce ne sarebbe bisogno perché di fatto rispetto a luglio niente è cambiato (chi lavora continua a farlo, chi non lavora continua a non farlo, chi è in affitto come me viene parcheggiato) tutto finisce per bloccarsi: la mente umana è davvero strana.
Una volta di questi tempi la domanda era "dove vai in vacanza?", oggi il "dove" è tralasciato e il punto di domanda finale ha assunto un tono stupito. Non faccio vacanze da anni, questo è il terzo anno consecutivo che mi vedrà aggirarmi nei soliti posti, e anche quelle precedenti a pensarci erano sempre in qualche modo strappate via: questioni di soldi, che limitavano le possibilità non solo mie. Non è in fondo un gran sacrificio per me, non fosse che di sacrifici se ne stanno facendo su parecchi altri fronti, primo fra tutti il restare umani (perché siamo a questo, non ve ne siete accorti?).
Ma siamo ad agosto e tutto stranamente si blocca pure se non ce ne sarebbe bisogno, e io pure quindi rimango giocoforza bloccato. E va beh, prendiamola come una vacanza.

domenica 14 luglio 2013

Men and mice


Si diceva, mesi fa, di come la crisi abbia tirato fuori il peggio dalla gente. Immagino sia una questione di sopravvivenza, inteso come istinto, e non c'è nemmeno da dare colpe: è così, punto. Nei momenti di pericolo, si sa, le reazioni naturali sono due, o combatti o scappi. Il tutto si è aggiornato ai tempi, e oggi combattere equivale a opporre resistenza: cercare nei limiti di mantenersi integri sui propri principi, continuare nonostante tutto a vivere secondo quelli, decidere sempre in base a quelli, continuare a non accettare modelli di vita non propri etc etc etc.... la lista è lunga.  Scappare equivale a rimuovere: far finta che tutto sia come prima, allontanare chi ricorda che tutto non è più come prima, rifugiarsi in una miriade di attività inutili (almeno in questo momento) per poter continuare a pensare che tutto sia come prima, accettare compromessi su compromessi su compromessi (l'imperativo è stare bene, ma ho l'impressione che si equivochi molto su cosa davvero significhi). Detto fra noi, qua mi sembra tutto un fuggi fuggi, ma magari mi sbaglio. Io, per me, mi sento come immerso in un romanzo di Steinbeck. Il problema è che ancora non so se sia meglio essere George, oppure Lennie.

Roisin Murphy - Simulation


domenica 7 luglio 2013

Cacciar via

Nicoletta Ceccoli - Crows

"Ho letto il tuo post. Ti sta salendo la carogna?" chiede l'amica reale.
In effetti forse un po', ma questo blog spesso è solo lo sfogo di un momento, un modo per mandar via ciò che non aggrada, una forma di resistenza, in qualche modo. Per cui la carogna sale, posti, ti rileggi, la carogna si allontana. Terapia alternativa.

sabato 6 luglio 2013

Partecipa all'evento

 
Ieri sera era un venerdì d'estate, e i venerdì d'estate ormai in tutti i paesi e paesini e cittadine dell'italico suolo si consuma l'evento catartico di rimozione della realtà: aperitivi e cene e libagioni e spettacoli d'arte varia consumati in piazza a ritmi diversi in ogni cazzo di posto. Qua in provincia, ma pure in città il discorso è lo stesso con i quartieri al posto dei paesi, la stessa identica cosa, ma con minore distanza.
Ho girato ieri sera per una mezz'ora circa nel bordello di facce e di suoni scandalosi emessi da una sottospecie di gruppo rock su un palco, prima di rompermi del tutto i coglioni e tornarmene a casa: ho altri cazzi, mi dispiace.
Ho che fra una settimana mi scade il contratto e nessuno mi ha ancora detto nulla sulle intenzioni che hanno, per cui ad oggi non so se fra otto giorni lavorerò ancora. Ho che se anche questi mi confermano, la paga è talmente da fame che a stento farei il giro del mese, ma la paga è sindacale, per cui la coscienza di chi ti da quattro soldi per il tuo lavoro è a posto, e mi chiedo se anche quella di chi ha sindacato quelle paghe lo sia. Ho che per carattere queste cose mi danno in testa, e devo continuamente ricordarmi di stare molto calmo per arginare lo stress. Ho che ogni idea per tentare di uscire da questa situazione per buona o brutta che sia va a cozzare sul muro della maggioranza degli altri, che non è manco di gomma, è solo un buco nero che fagocita qualsiasi cosa e da cui non ritorna nulla, ma proprio nulla, per cui sai di essere solo, quasi completamente solo. Ho che vedo in giro una situazione surreale: conosco più gente disoccupata, precaria, in cassa integrazione o in mobilità che gente che lavora, e pure chi lavora stabilmente è alle prese con stringimenti di cinghia impensabili anni fa e con l'accettare compromessi su compromessi su compromessi fino a che (ve lo dico, nel caso non lo sappiate) non ci sarà più niente da compromettere. Ho che vedo chi in passato ha avuto il pelo e il coraggio di scegliersi la propria vita, seguire il proprio essere senza dover per forza prevaricare sugli altri, pagare questa scelta oggi per colpa di chi intanto è rimasto fermo ad accettare compromessi su compromessi su compromessi e di chi nel frattempo ne ha approfittato. Ho che so che basterebbe che tutti (tutti) ci fermassimo, solo questo. Ma mangiare ancora si mangia, e venerdì sera c'è l'evento: partecipa anche tu.

domenica 23 giugno 2013

Cuori nascosti

 
Il tutto riacquista una dimensione innaturale, almeno per me, ricollocato come sembra in una calma sonnacchiosa fatta di cose normali: il lavoro quotidiano, le uscite serali, i contatti tranquilli, gli scambi d'opinione che seppure ti riguardano sono espressi col distacco di chi parla di altri e non di sé. Seppellito, sembra, il vivere le parole sulla propria pelle, di più, nel proprio intimo se non nel cuore, e in tutto questo non c'è più dolore, ma nemmeno quella gioia di cui conservi memoria. Ci si prende una pausa dal vivere insomma, e si ridiventa parte di quel niente che pare tutto agli occhi della maggioranza. Manca un tassello che me lo faccia accettare, e so bene qual è. Il brutto è che tu o un'altra oggi non fa più differenza.

KT Tunstall - Hidden heart


sabato 22 giugno 2013

Dreams


"Sei un sognatore", dice, e io in verità non so come interpretare la cosa, se prenderla bene nel senso che di sogni da inseguire ne abbiamo necessità ed è giusto abbandonarcisi e quindi la cosa in fondo mi fa piacere, oppure male, nel senso che viver di sogni ti allontana dalla realtà, col rischio di doverti svegliare magari un giorno, oppure, peggio, che i sogni si trasformino in incubi e la realtà in un inferno, e a volte pure è avvenuto, vedi l'estate scorsa. Ma per dirla con Sogno degli Eterni "che potere avrebbe l'Inferno se i dannati non potessero sognare il Paradiso?".
 

lunedì 17 giugno 2013

Scatole vuote

 
E poi tutto riparte: un nuovo lavoro a rimettere le basi, non proprio quello che vorrei, ma utile per ricominciare a muoversi; un nuovo progetto in embrione, che varrà la pena seguire anche solo per dar sfogo a quella creatività che è vitale, ma che se andasse in porto... beh, sarebbe davvero una figata (credetemi sulla parola); amicizie recuperate, e sono quelle su cui comunque non avevo dubbi.
Un ciclo si è chiuso dunque, a livello di sensazioni, e stavolta è durato otto anni. Non ne ho ricavato granché dal punto di vista pratico. Se mi guardo indietro vedo sacrifici che non hanno portato a niente, situazioni professionali insoddisfacenti e qualcuna per niente piacevole (e il rimpianto per aver lasciato andare quello che mi ero conquistato con fatica, dato il nulla che ne ho avuto poi  in cambio, è stavolta presente: c'è sempre una prima volta), rapporti umani su cui potrei stendere un velo pietoso nella maggior parte dei casi, e sono quelli poi alla fine che hanno fatto più male. Sinceramente, non è che ne avessi necessità, ma credo nel karma, e qualcosa da scontare è probabile lo avessi, e comunque mi è servito, se non altro a farmi decidere di non perdere tempo con chi proprio non ci si piglia. C'è un universo umano di cui non faccio parte, e di cui in ultima analisi non voglio far parte: se il prezzo da pagare è inseguire tutte quelle cose che sono solo contorno, già in partenza secondarie, un continuo fare cose vedere gente fine a se stesso (o a sé stesso, che hai voglia quanto ci si usa),  beh... preferisco rimanermene ai margini a cercare ciò che davvero mi importa: c'è il rischio di cadere, ovvio, ma vuoi mettere con l'accontentarsi?  
E quindi bene, è andata anche stavolta, e poco importa se ho incontrato solo una montagna di scatole vuote.

Morphine - Empty box


venerdì 14 giugno 2013

Vale anche a 45 anni



"La più consistente scoperta che ho fatto pochi giorni dopo aver compiuto 65 anni, è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare."

Jep Gambardella (Toni Servillo)
La Grande Bellezza

giovedì 13 giugno 2013

Catarsi


C'è un che di confortante nel sentirsi stanchi fisicamente, qualcosa a che vedere col sentirsi a posto con la coscienza nell'aver portato a casa la pagnotta in maniera finalmente ufficiale e che autorizza a lasciarsi andare a un sano cazzeggio serale. Il mio oggi l'ho fatto insomma, e lascia stare che il mondo che ho ritrovato con questo nuovo/vecchio lavoro è rimasto fermo a livello di paghe esattamente dove lo avevo lasciato dodici anni fa (la parentesi di tre mesi in quella sottospecie di lager lasciamola stare). Bisogna considerare tutto, da dove si viene e dove si vorrebbe andare,  e nel tutto ci mettiamo che questa per me è una ripartenza a tutti gli effetti (si è chiuso un altro ciclo), alle ristrettezze mi ero abituato già da prima che questa crisi del grancazzo arrivasse per cui siam sempre lì, fiduciosi comunque nello stellone che sempre interviene quando c'è bisogno, che prima o poi le mie limitazioni finalmente cadranno, e se non dovessero cadere.... beh, alla peggio l'avremmo vissuta senza vendere il culo: di questi tempi è già una gran cosa.
La mia stanchezza di oggi però non è solo fisica, e lo so bene. Anni di botte emotive una dietro l'altra lasciano il segno, costringono giocoforza a una espansione che richiama altra emotività, e il circolo si fa certamente vizioso, ma ci si abitua, specie se riesci ad accettarlo.
In questa decrescita forzata il distacco dal resto è aumentato, ma la sostanza ha preso in larga parte il posto della forma e questo credo sia un bene, anche se ciò finisce per  allontanare da un mucchio di cose e da un mucchio di gente. Anche da te, ed è un peccato.