domenica 24 febbraio 2013
sabato 23 febbraio 2013
Random
C'è qualcosa di omeopatico nell'ascoltare certe cose, giusto per riequilibrare moti d'animo che ti sforzi di tenere sotto controllo. A piccole dosi certo, che a fare il pieno rischi di finire su strade che non sai dove ti portano, e che forse è meglio evitare, se non vuoi arrivare fino in fondo. Ma sono coperte necessarie, utili quando fuori la neve vien giù e l'unico motivo che ti balla in testa guardandola ti riporta ad atmosfere lontane, in bianco e nero, di altri tempi e altri luoghi, quando l'età e l'incoscienza facevano da utile filtro alle cose del mondo. C'è un luogo nella memoria che resiste agli attacchi del quotidiano, diventa mito e per questo irraggiungibile, di nuovo, ma si tende a quello crescendo, a ricreare quel mondo fatto di calore da caminetto e scoperte a piccole dosi. Il casino di solito viene molto più tardi, ed è quello che ti fotterebbe se non si cercasse conforto nella solita cosa, ma con sonorità a te più affini, che da queste parti mai si è arrivati e un motivo ben ci sarà.
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venerdì 22 febbraio 2013
Mi arrendo
E va bene, basta, mi arrendo. Alla mia coscienza cagacazzo soprattutto, che mi impedisce di starne fuori per quanto resti convinto che così facendo si risolverebbe molto di più (a volte un no deciso vale molto più di una scelta). Questa domenica mi turerò tutti gli orifizi, e mi recherò a mettere crocette su un paio di schede. Le metterò sulla solita parte, restando convinto che alla fine è quella che nonostante tutto porta avanti le idee in cui credo, pure se negli ultimi quindici anni si sono sparpagliate in mille rivoli. Si sono annacquate in quanti votano SEL, convinti di poter contrastare da sinistra il centrismo dilagante, ma farebbero meglio secondo me a decidere da che parte vogliono stare: un voto a Sel è un voto al Pd, un voto al Pd è un voto a Monti e alle sue politiche filotedesche.
Si sono confuse in quanti, tanti, prima per protesta votavano Pci, poi sempre per protesta Lega, ora votano M5S, il MoVimento teleguidato dall'ennesimo arruffapopolo: han bisogno di chi interpreti i loro umori e li urli, e un po' li capisco (poco, ma li capisco). Ma pensare che non esistano destra e sinistra è di una coglioneria madornale, pensare che la politica non conti nulla è il miglior regalo che puoi fare a chi tira i fili, politici, non solo nazionali. Molti di loro sono di sinistra senza manco saperlo. Leggessero il programma di Rc, o di Sel, e ci troverebbero molti punti in comune, ma già... quella è roba vecchia, e le ideologie sono robe superate. E' come ammettere di non avere un sistema di idee, quando poi nei fatti ce l'hai: schizofrenia pura, ma lasciamo stare.
E quindi voterò, Rivoluzione Civile. E speriamo in bene.
giovedì 21 febbraio 2013
Che scrivere non ho voglia, dunque riciclo
(Questo è un pezzo scritto un paio di anni fa su Cronache Tauriniche. E' cambiato poco nel mio modo di pensare. Nel pezzo giusto un link aggiornato.)
Le idee sul mondo
Poi uno ha tutte le sue idee riguardo alle cose del mondo, che non sono proprio le sue idee nel senso nate nella sua testa, ma sono diventate sue dopo aver letto parecchio spulciando nelle librerie tra titoli più o meno battuti o, più tardi, andando a scovare robe sull'internet e sempre dialogando via via con gente di varia natura. Perché è così che funziona nel farsi le idee riguardo alle cose del mondo; uno legge, poi ne parla, chi ascolta dice fico oppure dice che cazzata, e in base all'opinione che tu hai di chi ti sta di fronte finisci per capire se quella idea può diventare una tua idea, perché se di fronte hai uno che reputi un imbecille e questo dice fico, tu nove su dieci l'idea la butti nel cesso e gliela lasci volentieri, se invece dice che cazzata, beh è probabile che l'idea sia giusta e allora te la tieni e la fai tua.
Succede poi che queste sue idee sedimentino, un po' perchè uno ci mette tanto a farsele, e buttarle via dispiace sempre un tantino, e un po' anche perchè crescendo si diventa meno sensibili alle novità e ai cambiamenti, ma sempre credo per via che uno ci mette tanto tempo a cercare di capirci qualcosa che quando gli pare di esserci arrivato ci rimane abbarbicato ben bene e guai a chi si mette in mezzo. Ciò non toglie però che di continuo si stia lì a ragionare se le proprie idee riguardo alle cose del mondo siano o meno non dico le più giuste ma se non altro le meno peggio, e da qui tanta di quella falegnameria applicata alla mente che manco potete immaginare.
Ora, se quelle idee riguardo alle cose del mondo sono osteggiate da un tale che è reputato da una buona fetta del pianeta e certamente pure da quell'uno un perfetto imbecille, sempre per quel ragionamento per contrari che tante volte si è applicato e che, vi assicuro, funziona alla grande, è naturale che non solo ci si rimane abbarbicati, ma quelle idee le si porta avanti a maggior ragione, specie considerando il fatto che quelle idee (puttana eva!) cominciano a circolare in maniera contorta pure in movimenti stellati di comica ispirazione. Che a pensarci quest'ultima è una roba veramente folle, un po' come se a te piace un certo progressive rock e invece dei Genesis sei un fan dei Marillion, non so se mi spiego. Ad ogni modo è così che sta andando e tutti a dar la colpa a quelle idee senza star tanto lì a ragionare se siano giuste o no, se putacaso siano finite nelle teste sbagliate che hanno dato seguito ad azioni sbagliate o cose di questo tipo: no, si butta a mare un secolo e mezzo di ragionamenti e tentativi di applicazione (osteggiati in ogni modo) perché, appunto, è "roba dell'altro secolo", come se il cristianesimo, ad esempio, fosse invece l'ultima scoperta del genere umano e non una roba che di secoli ne ha infilati venti uno dietro l'altro!
Ecco, poi succede che quelle idee riguardo alle cose del mondo ci si ritrova in quattro gatti a portarle avanti nel senso di viverle, seppure si vedono le piazze gremite di gente che una volta pensava le stesse cose (magari le viveva anche), oggi non sa più che cacchio pensare e guarda di qua e di là senza capirci una mazza, alla ricerca del nuovo e lontano dal capire che il nuovo ce l'aveva già e ha preferito buttarlo a mare, perché qualcuno gli ha detto che era roba vecchia o perché solo stufa di aspettare.
Ma è così che vanno le cose, si legge, si parla, ci si fa delle idee, le si sente proprie, ci si rimane attaccati per il tempo necessario che qualcuno ti dica che son vecchie, si sceglie poi se buttarle a mare o continuare a credere che siano ancora le migliori possibili per te. Io, per me, per ora me le tengo. Questione solo di imbecilli che le avversano forse, o che quello che è nuovo mi pare una brutta copia del vecchio e mi tengo l'originale. Oppure, semplicemente, che io odio andare al mare.
Succede poi che queste sue idee sedimentino, un po' perchè uno ci mette tanto a farsele, e buttarle via dispiace sempre un tantino, e un po' anche perchè crescendo si diventa meno sensibili alle novità e ai cambiamenti, ma sempre credo per via che uno ci mette tanto tempo a cercare di capirci qualcosa che quando gli pare di esserci arrivato ci rimane abbarbicato ben bene e guai a chi si mette in mezzo. Ciò non toglie però che di continuo si stia lì a ragionare se le proprie idee riguardo alle cose del mondo siano o meno non dico le più giuste ma se non altro le meno peggio, e da qui tanta di quella falegnameria applicata alla mente che manco potete immaginare.
Ora, se quelle idee riguardo alle cose del mondo sono osteggiate da un tale che è reputato da una buona fetta del pianeta e certamente pure da quell'uno un perfetto imbecille, sempre per quel ragionamento per contrari che tante volte si è applicato e che, vi assicuro, funziona alla grande, è naturale che non solo ci si rimane abbarbicati, ma quelle idee le si porta avanti a maggior ragione, specie considerando il fatto che quelle idee (puttana eva!) cominciano a circolare in maniera contorta pure in movimenti stellati di comica ispirazione. Che a pensarci quest'ultima è una roba veramente folle, un po' come se a te piace un certo progressive rock e invece dei Genesis sei un fan dei Marillion, non so se mi spiego. Ad ogni modo è così che sta andando e tutti a dar la colpa a quelle idee senza star tanto lì a ragionare se siano giuste o no, se putacaso siano finite nelle teste sbagliate che hanno dato seguito ad azioni sbagliate o cose di questo tipo: no, si butta a mare un secolo e mezzo di ragionamenti e tentativi di applicazione (osteggiati in ogni modo) perché, appunto, è "roba dell'altro secolo", come se il cristianesimo, ad esempio, fosse invece l'ultima scoperta del genere umano e non una roba che di secoli ne ha infilati venti uno dietro l'altro!
Ecco, poi succede che quelle idee riguardo alle cose del mondo ci si ritrova in quattro gatti a portarle avanti nel senso di viverle, seppure si vedono le piazze gremite di gente che una volta pensava le stesse cose (magari le viveva anche), oggi non sa più che cacchio pensare e guarda di qua e di là senza capirci una mazza, alla ricerca del nuovo e lontano dal capire che il nuovo ce l'aveva già e ha preferito buttarlo a mare, perché qualcuno gli ha detto che era roba vecchia o perché solo stufa di aspettare.
Ma è così che vanno le cose, si legge, si parla, ci si fa delle idee, le si sente proprie, ci si rimane attaccati per il tempo necessario che qualcuno ti dica che son vecchie, si sceglie poi se buttarle a mare o continuare a credere che siano ancora le migliori possibili per te. Io, per me, per ora me le tengo. Questione solo di imbecilli che le avversano forse, o che quello che è nuovo mi pare una brutta copia del vecchio e mi tengo l'originale. Oppure, semplicemente, che io odio andare al mare.
lunedì 18 febbraio 2013
Votare o non votare (questo è il problema)
Brutta cosa la responsabilità, il senso di responsabilità intendo, ché già l'amico di una vita te la butta sul "c'è gente che c'è morta perché tu potessi votare" e hai voglia a dirgli che sì è vero, gente c'è morta e massimo rispetto, ma son trascorsi settanta anni e mica lo sapevano quelli cosa sarebbe successo ai loro nipoti, che a saperlo magari evitavano pure di darsi tanta pena (ma son cose queste che non puoi manco pensare, figurati dire, per cui teniamole lì come pensieri sconnessi da troppa frustrazione e andiamo oltre).
Brutta cosa dicevo, ché mai nella vita avresti pensato di non voler andare a esercitare quel diritto/dovere di cui sopra, di chiamarti fuori e lasciar fare, perché nell'intimo è maturata la convinzione, visto come gira il mondo, che se a votare si potessero cambiare le cose ti pare che te lo lascerebbero fare? In effetti si potrebbero cambiare, la democrazia si piglia questo rischio e te lo concede, ma alle sue condizioni e pilotando allegramente i greggi di elettori grazie al potere di media e quant'altro nelle mani non certo di chi vota. Qua da noi è successo che con gli anni il rischio di un risultato a sorpresa si è fatto sempre più presente, per cui te lo lasciano ancora fare sì, ma secondo regole talmente stronze che di fatto te che metti crocette decidi una beata minchia (per usare francesismi). Capita a questo giro che ancor prima di votare sai già che ne verrà fuori una roba talmente fragile che il rischio che non serva a cambiare nulla è bello forte. Nessuno schieramento ha forza sufficiente da solo a garantire stabilità di governo, pare, per cui il rischio di larghe intese sullo stile governo Monti è più che concreto, con tutto ciò che ne consegue e che abbiamo visto in questo anno e mezzo.
Tornando a noi, l'idea di votare con questa legge elettorale, dopo che nel 2008 si era mentalmente giurato che se non avessero cambiato legge col cazzo mi avrebbero rivisto ai seggi, mi provoca seri disturbi al fegato e ad altri organi intestinali: essere spergiuro, sia pure per giusta causa, non mi va poi tanto a genio. Ma anche ingoiando il rospo, sempre per quello strano senso di responsabilità che sempre ti piglia, il problema di chi votare rimane, perché ce ne fosse mezzo che davvero ti convinca che possa valere la pena di recarsi a mettere crocette invece di astenersi, come voglia e logica vorrebbero. Voglia, perché si è detto non ce ne è manco uno che convinca appieno, logica perché se non credi più in un sistema di governo tanto vale non alimentarlo.
A onor del vero però, votassi non potrei fare altro che votare per RC, che alla fine è lo schieramento a cui sono più vicino per idee e intenzioni, non fosse che mi sembra una armata Brancaleone di gente che si è messa assieme per garantirsi un posticino in Parlamento dopo che anni fa è stata fatta fuori: i nomi son sempre quelli di chi negli anni ha contribuito a disintegrare la sinistra radicale (Diliberto, Ferrero...), con l'aggiunta di un Di Pietro ormai sputtanato che devo ancora capire che diavolo ci faccia assieme a Rifondazione Comunista, ad appoggiare un ex magistrato, l'ennesimo. Insomma, se questa è la fiducia che ripongo in chi dovrei mandare a delegarmi, figurati gli altri come sono messi ai miei occhi.
Facendo una rapida carrellata ed escludendo chi da me è distante quanto Alpha Centauri, Pdl Lega e compagnia destrorsa, Monti perché fa parte della compagnia destrorsa, Giannino perché a parte la simpatia per il personaggio le sue ricette a base di liberalizzazioni e licenziamenti facili mi stanno alquanto indigeste, restano gli altri componenti il sedicente centrosinistra italiano e il M5S.
Di votare Pd mi son già pentito ai tempi di Uolter Veltroni, e non vedo perché dovrei ripetere l'esperienza. Li considero responsabili quanto Berlusconi dello sfacelo in cui ci troviamo, non fosse altro per il fatto che quando ne hanno avuta occasione non hanno fatto un accidente per cambiare tendenza, e nulla mi fa pensare che stavolta sarebbe diverso. E poi il Pd attuale è di fatto un partito di centro con leggere tendenze a sinistra, in pratica una Dc corrente Dorotea. Mai votato Dc quando esisteva ancora, non vedo il motivo di cominciare ora.
Votare Vendola e Sel manco se mi pagano. Se la sinistra radicale è scomparsa dal panorama italiano è anche e soprattutto grazie alla sua brillante idea di andarsene da Rifondazione Comunista per finire a fare il cagnolino del Pd. Dargli forza sposterebbe un pochetto l'asse a sinistra nella coalizione, ma qui usciamo dalla politica e andiamo nella fisica delle particelle, per cui.....
Rimane il Movimento 5 Stelle, che poi davvero è l'unico che potrebbe scompigliare un po' i giochi, ma i ducetti mi piacciono poco, le idee mi paiono campate in aria e la maggioranza dei militanti mi sembrano pecore rimaste senza un pastore (il mondo ne è pieno, in qualche recinto devono pur andare!). Insomma, la politica è di tutti, ma non è da tutti, e in questi ci vedo tanta buona volontà e poco altro, ma niente che mi convinca.
giovedì 14 febbraio 2013
lunedì 11 febbraio 2013
venerdì 8 febbraio 2013
Risonanze
Campane, qua vicino, rintoccano lente a richiamare, per dare un ultimo saluto a qualcuno, non so a chi. E' un posto questo dove certe cose le noti ancora, dove una sirena che passa, di ambulanza o di pompieri, fa scattare automatismi, domande preoccupate, che in altri luoghi han poco senso.
Avevo fatto l'abitudine al rumore di sirene, in altro tempo e altro luogo, ma era una abitudine forzosa, necessaria a mantenersi distante per non lasciarsi prendere da strani sentimenti. Non era molto in me, a pensarci, e certe nuove abitudini stridono col proprio essere, ma si fa finta, si manda giù, in nome di altro che appare più necessario. Ci si adatta a tutto, se ci pensi, ma accettarlo è altra cosa: alla lunga il tuo vero io viene fuori, sempre, nel bene e nel male.
Periodo di blocco. Succede, a cadenze regolari, ma è naturale una volta presa una certa strada. Capita poco, il poco che capita costa fatica perché nulla da fuori arriva se non richiamandolo, e non sempre le forze sono sufficienti. Si pagano scelte fatte, più che altro a livello interiore. Aver deciso di voler essere in un modo e non in un altro ti porta a passaggi obbligati, a strade diverse, poco battute, a risuonare con certe cose e non con altre. Come un diapason vibri solo su determinate frequenze, sei vivo solo in determinati momenti, agisci solo quando puoi. Saperlo serve a poco, l'attesa rimane.
sabato 2 febbraio 2013
Accostamenti improbabili
Quelle giornate strane, trascorse agli estremi, tra buone notizie che ti ridanno fiato speranza e voglia, e mancanze varie, ormai croniche, che ti fanno ricordare da dove vieni e dove sei, lasciando il dove vai ad altro fuori da te. Telefonate e parole riportano su il morale appena appena un po' calato, e discorsi tra sé e sé ritirano fuori rabbie sopite, mai del tutto scacciate, ma necessarie, specie ora. Provare poi, tra la apparente quiete e la collera, nostalgia per tutte le energie sprecate in anni di tentativi, ora che tirarle fuori costa molta più fatica. Un sabato qualunque, accostamenti improbabili.
lunedì 28 gennaio 2013
Citazione
"Amare è soffrire. Se non si vuol soffrire non si deve amare. Però allora si soffre di non amare, pertanto amare è soffrire, non amare è soffrire e soffrire è soffrire. Essere felici è amare, allora essere felici è soffrire, ma soffrire ci rende infelici, pertanto per essere infelici si deve amare o amare e soffrire o soffrire per troppa felicità.....
Io spero che tu stia prendendo appunti."
Woody Allen - Amore e Guerra -
mercoledì 23 gennaio 2013
My own private home
(Ha preso a nevicare.)
La temperatura in questo alloggio è difficile da gestire. Troppo isolato dal resto della casa. Troppo alto il soffitto in legno. Succede che di sopra, sul soppalco, si stia da dio; sotto invece combatto per mantenere una temperatura accettabile. Certo smettere di fumare in casa aiuterebbe, smetterei di aprire le finestre ogni tre per due, ma sono quelle libertà che ci si concede da single. Danno un po' di senso di colpa, dopo anni trascorsi con la buona abitudine di uscire sul balcone per rispetto degli altri abitanti l'alloggio, ma fa troppo freddo, e fumare in piedi in fondo non mi è mai piaciuto, e di smettere - chissà perché - proprio non se ne parla.
(Nevica sempre più.)
Questo alloggio non è malaccio. Troppo legno forse, ma l'equilibrio è dato dal metallo della ringhiera a giorno del soppalco, dal fuoco dato dal colore rosso di alcuni mobili, delle tende, e dal giallo caldo di metà pareti: chissà se chi lo ha arredato ha consultato le regole del feng shui? E' però rivolto a nord, e non è proprio il massimo, ma in generale mi pare equilibrato. Manca in qualcosa, aria e acqua credo scarseggino, ma riflette in buona parte il momento in cui lo avevo scelto: isolato, raccolto, accogliente. Era quello di cui avevo bisogno, sette mesi fa. Ora non saprei. Fra non molto credo sentirò il bisogno di cambiare, ancora, ma per ora il desiderio di isolamento, per rimettere in pari sensazioni e pensieri, c'è ancora.
(La neve si sta posando.)
Ascolto vecchi vinili. Li ho appena acquistati per rivenderli. Roba abbastanza buona, qualche rarità: Sex Pistols, Clash, Cure, Bauhaus, Siouxie, Talking Heads, The Jam, CCCP, Joy Division e tanto altro ancora. Ieri ho catalogato una collezione di Diabolik: tutta rumenta tranne un solo pezzo, che valeva la pena dell'acquisto in blocco. Sono ritornato indietro nel tempo, a quindici-sedici anni fa, quando tutto questo era il pane quotidiano, scarso, come ora, ma libero di essere: ci si sente molto Rob Gordon, devo ammetterlo, con tutto ciò che vuol dire.
(Fuori è già quasi tutto bianco!)
Vado avanti, un po' per inerzia, con la spinta datami un paio di mesi fa, ma so che non è ancora il periodo per raccogliere, e mi sforzo, per ora, di seminare. Tralascio il come lo sappia. Come il Ferrini di Quelli della Notte ci "sono cose che non si possono dire", chissà poi perché. Ma viviamo in un'epoca strana, che adora gli orologi ma non conosce il tempo, e sinceramente di stare a spiegare non ho proprio voglia. Il brutto però non è solo che non ho voglia di spiegare me, è che alla lunga mi sono stufato di capire tanti altri. Non tutti, ma tanti sì. Forse è il prezzo da pagare, non lo so ancora, non me lo sono chiesto.
Va bene così.
Va bene così.
(E' una bella nevicata questa di oggi. Mi ci perdo un po' dietro, a guardarla ricoprire coppi e cortili. Dallo stereo David Byrne canta Once in a Lifetime. Io vado a preparare il caffè.)
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