lunedì 18 marzo 2013

Changes? What changes?


Cambiamenti, dice. In effetti ci sto pensando e non sarebbe una cattiva idea, anche solo per variare un po', ma purtroppo presuppongono quasi tutti esborsi economici che, visti i tempi, non mi posso permettere di affrontare, ma qualcosa bisogna pur fare.
Dice cambia look, e in effetti devo tagliarmi i capelli, potrei approfittarne. La fase capello lungo l'ho già avuta in altri tempi, ora potrei adottare un look più moderno, sul genere calciatore crestato che oggi sembra piacere tanto, ma andare ai colloqui di lavoro con la capigliatura alla Hamsik non è proprio consigliatissimo, e poi anche gel e lacche hanno il loro costo, e siamo sempre lì.
Cambiare guardaroba costa pure quello soldi, e ci si limita da tempo all'essenziale; cambiare auto manco a parlarne, casa che te lo dico a fare... insomma, qua bisogna cercare cambiamenti economici, nel senso dello spender poco, che non è che si sia tirchi, è proprio che non se ne hanno!
Quindi, dice, lavora su te stesso, quello è gratis.
Ora, non è che io non ci abbia voglia di lavorare su me stesso, ma mi sembra una di quelle cose che lasciano il tempo che trovano, in fondo chiunque campa lavora bene o male su se stesso. Non fanno lo sforzo di saperlo, dice, e questo deve essere vero, data la quantità di stronzi che vedo in giro, però pure quelli che dicono apertamente di lavorare su se stessi non mi pare ottengano grandi risultati. Che vuoi che ti dica, sarà che sono meridionale e un certo fatalismo ce l'ho innato, ma penso che signori si nasca e stronzi pure, e a quest'ultima cosa purtroppo non c'è rimedio.
Ma prendiamola per buona sta cosa, perché è una bella cosa alla fine e fa tanto figo dire che stai lavorando su di te, e però.... da dove iniziare?
Potrei smettere di collezionare epiteti, magari, e non sarebbe una cattiva idea (è pure a costo zero), visto che ultimamente si è passati da "presuntuoso" "arrogante" "intollerante" "fallito", argomentati con lunghe disquisizioni sul mio passato operato, ai più diretti e figurati "stronzo" e "testa di cazzo". Segno dei tempi, con l'avvento di twitter è di moda la sintesi e ci posso fare ben poco, e però se lo chiedi a me io tanto stronzo e testa di cazzo non è che mi ci senta del tutto, ma potrei sbagliare.
A proposito di errori potrei smettere di innamorarmi delle persone sempre sbagliate, e cominciare ad innamorarmi delle persone giuste. Ne ho pure conosciute di persone giuste, di quelle che dici però cacchio com'è che non mi innamoro di questa qui, e l'unica spiegazione che mi do è che siccome non è cosa che fai a comando, che non è che scegli come al supermercato, è più una cosa di culo che alla fine diventa presa per il culo se finisce male. Tutto qua. E' solo naturale tendenza ad innamorarsi delle persone giuste per qualcun altro, e valla a cambiare la naturale tendenza, se ci riesci.
A pensarci di cose per cambiare in teoria potrei farne tante, ma poi alla fine, l'ho già detto, non è che la faccenda mi entusiasmi troppo. In teoria potrei smettere di dire quello che penso, ad esempio, e glissare sulle idiozie che sento in giro per non farmi trascinare in polemiche che non portano mai a niente; o smettere di agire per come penso, che poi è la cosa che più mi frega nel senso che mi si ritorce contro. Abbozzare è la parola chiave, ma ho difetti di pronuncia, e qualcosa vorrà dire. Insomma, non è che mi riesca tanto bene a mandar giù quello che non mi aggrada, alla lunga vieni sempre fuori per quello che sei, qualsiasi cosa sei, anche se le conseguenze dell'andare controcorrente, o almeno del pensare di farlo, sono piuttosto pesanti.
Potrei cambiare, o meglio dovrei cambiare. In teoria. In pratica a farlo in maniera forzata mi sembrerebbe di diventare qualcun altro, con modi diversi, usi diversi, linguaggi diversi, pensieri diversi, e non è che mi piaccia tanto l'idea: dovrei rinunciare all'essere presuntuoso e arrogante, e non vorrei con questo deludere troppa gente.
Dice, non è che devi cambiar tutto, lascia andare solo quello che non va. Che vuoi che ti dica, sarà il fascino del perdente, ma io mi ci sono affezionato alle cose che non sono andate, ché se ho imparato qualcosa è proprio da quelle, mica da quelle andate bene. E poi mica dipende tutto da te, magari fosse così, anzi, il più delle volte te ci puoi fare proprio nulla. Il fatto è che gli altri esistono, si muovono pensano ed agiscono, in una maniera che appare spesso incomprensibile. Limite mio, lo ammetto, che non so stare al mondo. Magari sarà che ognuno lavora su di sé e quindi pensa solo a sé, ma se ci penso le fregature maggiori, quelle che davvero bruciano e fanno star male, le ho avute proprio da chi pensando al proprio interesse ti passa sopra come un carro armato: capirete, se non hai altre armi l'unica è scansarsi e sperare che finisca in un fosso.
Comunque alla fine facciamo così, io per ora mi tengo per quello che sono, ché ci ho messo troppi anni a diventare me e mi spiace buttare via il lavoro pure se è venuto male. Per il resto una cura prima o poi verrà, i cambiamenti saranno quelli che saranno e riguardo ai carri armati, beh, che vi devo dire, spero solo che il fosso sia profondo.

6 commenti:

Baol ha detto...

Io lavoro molto su me stesso ma sono talmente stronzo che mi tengo a nero e mi sottopago

rouge ha detto...

@ Baol: prenditi a partita iva.

dtdc ha detto...

lavorare su se stessi?
meglio l'autoerotismo.

rouge ha detto...

@ Bruno: Ma come, tu che dici ciò? :)

pesa ha detto...

Anche io ho avuto i capelli lunghi, avevo 14 anni, e appena tagliati... Puff persa la verginità.
A volte i cambiamenti servono.

rouge ha detto...

@ Pesa: i cambiamenti che richiedono a me di solito non si risolvono con un nuovo taglio. Almeno, non dei capelli.