lunedì 18 febbraio 2013

Votare o non votare (questo è il problema)


Brutta cosa la responsabilità, il senso di responsabilità intendo, ché già l'amico di una vita te la butta sul "c'è gente che c'è morta perché tu potessi votare" e hai voglia a dirgli che sì è vero, gente c'è morta e massimo rispetto, ma son trascorsi settanta anni e mica lo sapevano quelli cosa sarebbe successo ai loro nipoti, che a saperlo magari evitavano pure di darsi tanta pena (ma son cose queste che non puoi manco pensare, figurati dire, per cui teniamole lì come pensieri sconnessi da troppa frustrazione e andiamo oltre).
Brutta cosa dicevo, ché mai nella vita avresti pensato di non voler andare a esercitare quel diritto/dovere di cui sopra, di chiamarti fuori e lasciar fare, perché nell'intimo è maturata la convinzione, visto come gira il mondo, che se a votare si potessero cambiare le cose ti pare che te lo lascerebbero fare? In effetti si potrebbero cambiare, la democrazia si piglia questo rischio e te lo concede, ma alle sue condizioni e pilotando allegramente i greggi di elettori grazie al potere di media e quant'altro nelle mani non certo di chi vota. Qua da noi è successo che con gli anni il rischio di un risultato a sorpresa si è fatto sempre più presente, per cui te lo lasciano ancora fare sì, ma secondo regole talmente stronze che di fatto te che metti crocette decidi una beata minchia (per usare francesismi). Capita a questo giro che ancor prima di votare sai già che ne verrà fuori una roba talmente fragile che il rischio che non serva a cambiare nulla è bello forte. Nessuno schieramento ha forza sufficiente da solo a garantire stabilità di governo, pare, per cui il rischio di larghe intese sullo stile governo Monti è più che concreto, con tutto ciò che ne consegue e che abbiamo visto in questo anno e mezzo.
Tornando a noi, l'idea di votare con questa legge elettorale, dopo che nel 2008 si era mentalmente giurato che se non avessero cambiato legge col cazzo mi avrebbero rivisto ai seggi, mi provoca seri disturbi al fegato e ad altri organi intestinali: essere spergiuro, sia pure per giusta causa, non mi va poi tanto a genio. Ma anche ingoiando il rospo, sempre per quello strano senso di responsabilità che sempre ti piglia, il problema di chi votare rimane, perché ce ne fosse mezzo che davvero ti convinca che possa valere la pena di recarsi a mettere crocette invece di astenersi, come voglia e logica vorrebbero. Voglia, perché si è detto non ce ne è manco uno che convinca appieno, logica perché se non credi più in un sistema di governo tanto vale non alimentarlo.
A onor del vero però, votassi non potrei fare altro che votare per RC, che alla fine è lo schieramento a cui sono più vicino per idee e intenzioni, non fosse che mi sembra una armata Brancaleone di gente che si è messa assieme per garantirsi un posticino in Parlamento dopo che anni fa è stata fatta fuori: i nomi son sempre quelli di chi negli anni ha contribuito a disintegrare la sinistra radicale (Diliberto, Ferrero...), con l'aggiunta di un Di Pietro ormai sputtanato che devo ancora capire che diavolo ci faccia assieme a Rifondazione Comunista, ad appoggiare un ex magistrato, l'ennesimo. Insomma, se questa è la fiducia che ripongo in chi dovrei mandare a delegarmi, figurati gli altri come sono messi ai miei occhi.
Facendo una rapida carrellata ed escludendo chi da me è distante quanto Alpha Centauri, Pdl Lega e compagnia destrorsa, Monti perché fa parte della compagnia destrorsa, Giannino perché a parte la simpatia per il personaggio le sue ricette a base di liberalizzazioni e licenziamenti facili mi stanno alquanto indigeste, restano gli altri componenti il sedicente centrosinistra italiano e il M5S.
Di votare Pd mi son già pentito ai tempi di Uolter Veltroni, e non vedo perché dovrei ripetere l'esperienza. Li considero responsabili quanto Berlusconi dello sfacelo in cui ci troviamo, non fosse altro per il fatto che quando ne hanno avuta occasione non hanno fatto un accidente per cambiare tendenza, e nulla mi fa pensare che stavolta sarebbe diverso. E poi il Pd attuale è di fatto un partito di centro con leggere tendenze a sinistra, in pratica una Dc corrente Dorotea. Mai votato Dc quando esisteva ancora, non vedo il motivo di cominciare ora.
Votare Vendola e Sel manco se mi pagano. Se la sinistra radicale è scomparsa dal panorama italiano è anche e soprattutto grazie alla sua brillante idea di andarsene da Rifondazione Comunista per finire a fare il cagnolino del Pd. Dargli forza sposterebbe un pochetto l'asse a sinistra nella coalizione, ma qui usciamo dalla politica e andiamo nella fisica delle particelle, per cui.....
Rimane il Movimento 5 Stelle, che poi davvero è l'unico che potrebbe scompigliare un po' i giochi, ma i ducetti mi piacciono poco, le idee mi paiono campate in aria e la maggioranza dei militanti mi sembrano pecore rimaste senza un pastore (il mondo ne è pieno, in qualche recinto devono pur andare!). Insomma, la politica è di tutti, ma non è da tutti, e in questi ci vedo tanta buona volontà e poco altro, ma niente che mi convinca.
L'opzione mai contemplata fino ad oggi, astenersi, continua quindi ad essere quella che mi alletta di più per i motivi che ho già detto in un paio di occasioni (qui e qui, non mi ripeto, ma se avete voglia leggeteveli). Certo non fosse per quel cacchio di senso di responsabilità....... 

2 commenti:

pesa ha detto...

Strano che, nonostante ciò che scrivi riguardo il M5S, nessun grillino è ancora apparso a porre giustizia nei confronti del Messia.
Comunque la pensiamo esattamente allo stesso modo, e chissà cosa farò il giorno, sono veramente in dubbio.

rouge ha detto...

@ Pesa: perché, leggono altri blog oltre quello di Grillo?