domenica 14 luglio 2013

Men and mice


Si diceva, mesi fa, di come la crisi abbia tirato fuori il peggio dalla gente. Immagino sia una questione di sopravvivenza, inteso come istinto, e non c'è nemmeno da dare colpe: è così, punto. Nei momenti di pericolo, si sa, le reazioni naturali sono due, o combatti o scappi. Il tutto si è aggiornato ai tempi, e oggi combattere equivale a opporre resistenza: cercare nei limiti di mantenersi integri sui propri principi, continuare nonostante tutto a vivere secondo quelli, decidere sempre in base a quelli, continuare a non accettare modelli di vita non propri etc etc etc.... la lista è lunga.  Scappare equivale a rimuovere: far finta che tutto sia come prima, allontanare chi ricorda che tutto non è più come prima, rifugiarsi in una miriade di attività inutili (almeno in questo momento) per poter continuare a pensare che tutto sia come prima, accettare compromessi su compromessi su compromessi (l'imperativo è stare bene, ma ho l'impressione che si equivochi molto su cosa davvero significhi). Detto fra noi, qua mi sembra tutto un fuggi fuggi, ma magari mi sbaglio. Io, per me, mi sento come immerso in un romanzo di Steinbeck. Il problema è che ancora non so se sia meglio essere George, oppure Lennie.

5 commenti:

Baol ha detto...

Vuoi la verità? Scapperei anche io ma la mia formazione non mi dà molte possibilità

(scusa se ho latitato ma la fine di google reader mi ha fatto un po' di casini)

dtdc ha detto...

c'è sempre da imparare da te.
Ho letto su wikipedia.
Sai cosa? Mi è venuto in mente "qualcuno volò sul nido del cuculo".
Io preferirei essere George.
Hai tolto la visibilità su FB. Mi tocca chiederti l'amicizia, lì posti musica e altre suggestioni a me sconosciute.
ciao!

rouge ha detto...

@ Baol: beata formazione.

rouge ha detto...

@ Bruno: George.... faresti dunque a meno della tua innocenza?

Riguardo a fb, chiedi e ti sarà dato :)

dtdc ha detto...

innocenza...per un amico questo e altro.
ciao!